MILENA VUKOTIC/ “I miei esordi ‘anomali’ al cinema. Paolo Villaggio mi disse: ‘Basta femminilità'”

- Rossella Pastore

Milena Vukotic si racconta in un’intervista al Giornale. Da Federico Fellini a Paolo Villaggio, sono stati tanti i grandi Maestri incrociati nella sua carriera.

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Milena Vukotic e Lino Banfi

La grazia “da ballerina” di Milena Vukotic accompagna tutti i suoi gesti. Il segreto guarda caso sono proprio i suoi trascorsi nel mondo della danza. “Esordi un po’ anomali”, ammette lei al Giornale, “perché nasco figlia di artisti. Mia mamma era una pianista compositrice e papà un autore teatrale. A nove anni ero molto magra e così ho iniziato a studiare danza a Londra. Volevo assomigliare a mia mamma, con cui ho avuto un legame assoluto e profondo di amore”. Oltre alla danza, Milena studiava teatro a Parigi. La passione per il cinema è arrivata dopo: “L’ho ‘incontrato’ guardando La strada di Federico Fellini. Fu in quell’occasione che qualcosa si è aperto in me. Ho sentito come se dovesse avvenire un cambiamento importante e ho subito desiderato di incontrare il Maestro”.

DA FELLINI A VILLAGGIO

“Non ho mai avuto grandi parti nei film di Fellini, ma ho potuto assaporare quell’aria di magia visionaria”. Un altro grande mentore fu Paolo Villaggio. Lei lo racconta così: “Paolo era un uomo misterioso e poco incline alla battuta. Quando mi scelse per il ruolo della Pina, mi disse: ‘Non farti venire velleità femminili'”. Il personaggio, dunque, doveva distaccarsi il più possibile dalla persona. Con Giulietta Masina i rapporti erano buoni: “Grande tenerezza. Mi considerava come la sua sorellina. Ho un ricordo di un’artista tanto grande quanto umile, e piena di gentilezza d’animo”. Non si pensi che Milena viva solo di ricordi: “Ho appena finito la recita di Autunno di fuoco, per la regia di Marcello Cutugno. Riprenderemo a novembre”. E noi l’aspettiamo.



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