Stefania Formicola/ Uccisa dal marito-padrone Carmine D’Aponte (Amore Criminale)

- Morgan K. Barraco

Nella prima puntata di Amore criminale, in onda questa sera su Rai 3, viene raccontata la storia di Stefania Formicola, 28enne uccisa a Sant’Antimo.

amore_criminale_logo
Amore Criminale Rai 3

Stefania Formicola sa di essere in pericolo tempo prima che il marito Carmine D’Aponte decida di ucciderla. In una lettera del 2013 chiede infatti che in caso di sua morte, il figlio nato da quel matrimonio difficile e violento, venga affidato alla cura dei genitori ed in loro assenza alla sorella Fabiana Formicola. La situazione non migliora nei mesi successivi, anche se Stefania avrà un altro figlio. La paura che le succeda qualcosa, qualsiasi cosa, è sempre dietro l’angolo. Quel grande amore nato tempo prima grazie all’incontro con Carmine si è trasformato presto in un incubo, tanto che la donna deciderà di lasciarlo. E sarà il suo “basta” a spingere il marito a chiedere un ultimo incontro, poi la lite ed infine il delitto. Il caso di Stefania Formicola verrà trattato all’interno di Amore Criminale questa sera, domenica 9 settembre 2018, su Rai 3. Si inizierà dall’incontro fra la vittima ed il suo carnefice, condannato in primo grado all’ergastolo, anche se Carmine sceglierà il rito abbreviato. “Si erano conosciuti tramite un sito internet”, dice Adriana Esposito, la mamma di Stefania, a Il Messaggero. L’uomo in quel momento aveva già un matrimonio alle spalle ed una figlia nata dalla prima relazione, ma questo non impedirà ai due ragazzi di decidere di sposarsi. Le cose non andranno bene fin dopo le nozze, forse a causa dei problemi economici e per via della gelosia di lui. Anche il bar aperto dal suocero per permettere alla famiglia di risollevarsi non andrà bene e i litigi saranno all’ordine del giorno. Prima ancora dei maltrattamenti, delle urla e del perdono che ogni volta Carmine D’Aponte chiederà alla moglie. Stefania tuttavia subisce e non denuncia, “Aveva paura, ma sapeva come sarebbe finita se lo avesse fatto“.

Stefania Formicola, vittima di un marito-padrone

Il destino di Stefania Formicola verrà segnato in modo indelebile quindici giorni prima del suo delitto, avvenuto nel 2015. “Non lo voglio più” dirà ai genitori parlando di Carmine D’Aponte, l’uomo che qualche anno prima ha deciso di sposare. Il marito infatti le punta una pistola contro il volto e Stefania capisce di essere in forte pericolo, molto più di prima. Molto di più di quanto avrebbe mai immaginato. Carmine però non si arrende ed ancora una volta le chiede scusa, come fa sempre. “Era mio dovere difendere mia figlia“, dirà Adriana Esposito diversi mesi dopo la morte della figlia. E’ stata la mamma infatti a convincerla a rivolgersi ad un avvocato, prima di chiamare i carabinieri e chiere che Carmine venga allontanato. “Un marito-padrone” lo definirà ancora Adriana lo scorso marzo a Il Corriere del Mezzogiorno. Stefania infatti chiederà il divorzio sicura che quel matrimonio non possa più risollevarsi. E secondo la madre della vittima questo sarà sufficiente per creare un’ulteriore frattura nella psiche del genero, “forse ha pensato di non valere più niente come uomo“. D’Aponte chiede infatti un ultimo incontro alla moglie nell’ottobre del 2016, nella provincia di Napoli. “Lei subiva, noi intuivamo che stava succedendo qualcosa“, aggiungerà Luigi in occasione della panchina creata in onore della figlia e di altre vittime di femminicidio. I genitori sanno infatti che Stefania è in pericolo e si dichiareranno pronti a sostenerla, anche se lei cercherà di non dare voce a quella paura che aumenta sempre di più. Le violenze di Carmine sono evidenti, tanto da spingere la vittima alla fine a denunciare ripetutamente il marito. Un tentativo forse di chiedere l’aiuto da parte delle istituzioni, dice Adriana. Un solo colpo di pistola per Stefania, sparato all’alba mentre la coppia si trova a bordo dell’auto di D’Aponte.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori