Tognazzi, Gassmann, Edoardo Leo, Giallini/ Il passato degli attori (Verissimo)

- Camilla Rosa Alice Catalano

Ospiti questo pomeriggio a Verissimo: Gianmarco Tognazzi, Alessandro Gassmann, Alessandro Leo e Marco Giallini. I protagonisti di Non ci resta che il crimine, film al cinema

Non ci resta che il crimine (Facebook)
Non ci resta che il crimine (Facebook)

Non ci resta che il crimine è formato da un cast eccezionale, molto unito anche nella vita privata. Tutti e quattro gli attori raccontano il proprio passato a Verissimo perché il film che li vede protagonisti fa un salto indietro di quarant’anni, infatti i protagonisti vengono catapultati nel 1982 durante i mondiali di calcio. Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi, Marco Giallini e Alessandro Gassman raccontano piccoli frammenti della propria infanzia. “Ero un bambino terribile. Mi ricordo che un giorno scappai dall’asilo, scavalcai il cancello e poi mi prese un poliziotto”. Nella nuova pellicola, un action-movie comedy, Non ci resta che il crimine, Edoardo Leo racconta delle sue extencion dovute applicare per interpretare il ruolo del boss della banda criminale. Poi, con una canzone suonata alla chitarra da Marco Giallini i quattro attori salutano il pubblico di Verissimo. (Agg. Camilla Catalano)

AMICI NELLA VITA

Il cast di “Non ci resta che il crimine” ha fatto il suo ingresso nello studio di Verissimo, Gianmarco Tognazzi, Alessandro Gassmann, Edoardo Leo e Marco Giallini. Un cast di amici, di bravissimi attori che scherzano insieme a Silvia Toffanin riguardo alla bravura attoriale, all’altezza di Edoardo Leo, alla perdita dei capelli di Gianmarco Tognazzi. Verissimo rende omaggio anche alla lunga e profonda amicizia che lega Tognazzi e Gassmann legati anche da un passato comune, quello di avere due importanti papà. Poi è il momento di Edoardo Leo che racconta la sua gavetta: “Mi hanno bocciato all’Accademia e alla scuola sperimentale, così ho scritto sul curriculum che avevo frequentato la scuola romana La Scaletta. Ho vissuto un incubo, ma la cosa divertente è che ora la Scuola dice di avermi avuto come loro studente”. (Agg. Camilla Catalano)

UN OMAGGIO A BENIGNI E TROISI

È uscito giovedì nelle sale cinematografiche il nuovo film di Massimiliano Bruno, Non ci resta che il crimine, un omaggio e citazione al “Non ci resta che piangere” del 1984 di Troisi e Benigni, ma anche “un mix tra Ritorno al Futuro e Romanzo Criminale”, come racconta lo stesso Bruno intervistato ai microfoni di Radio 105. Gianmarco Tognazzi, Alessadro Gassmann, Edoardo Leo e Marco Giallini questo pomeriggio saranno ospiti nello studio di Verissimo con Silvia Toffanin per raccontare questo nuovo lavoro.

LA TRAMA

Nella pellicola, Non ci resta che il crimine, Giallini, Gassmann e Tognazzi sono tre amici che durante un Tour Criminale di Roma, alla scoperta dei luoghi sedi di azioni delle Banda della Magliana, si ritrovano nel 1982 nel mezzo delle azioni criminali di quel gruppo. Si trovano in una Roma differente, le persone indossano abiti diversi: jeans a zampa, giubbotti di pelle, stivaletti di pelle, ray-ban a specchio. Ci sono i mondiali di calcio e i tre amici, arrivando dal futuro, conoscono tutti i risultati delle partite e decidono di iniziare a scommettere. Nel loro percorso, però, incontrano Renatino, interpretato da Edoardo Leo, il capo della banda criminale che gestisce l’intero traffico delle scommesse clandestine.

PER I NOSTALGICI

Il regista di “Non ci resta che il crimine” scherza e gioca su una delle società criminali più temute di Roma, coloro che hanno realizzato numerosi rapimenti, omicidi, hanno gestito il traffico della droga, il gioco d’azzardo e hanno stretto numerosi legami con la politica. Renatino, interpretato da Edoardo Leo, è il boss Enrico De Pedis che venne ucciso il 2 febbraio 1990 vicino a Campo de’ Fiori, in via del Pellegrino da alcuni dei suoi ex complici perché, con il tempo, decise di non dividere più i proventi delle attività con coloro che collaborarono con lui, ormai quasi tutti carcerati. A prendere il volto della donna del boss mafioso è Ilena Pastorelli. Quello di Bruno è un lavoro che sicuramente sarà amato dai nostalgici. Nonostante la storia della banda criminale, lo spettatore verrà catapultato nel passato e potrà rivivere l’Italia e Roma degli anni Ottanta.

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