GIAMPIERO MUGHINI/ “Quella volta che mia moglie voleva sbattermi in testa un candelabro…” (Vieni da me)

Giampiero Mughini a Vieni da me: “Figli? Non saprei fare il genitore”. E sulla moglie Michela rivela alcuni aneddoti…

14.01.2019, agg. alle 15:47 - Silvana Palazzo
Giampiero Mughini e la moglie a Vieni da me

Michela, moglie di Giampiero Mughini, a Vieni da me ha scherzato sul loro rapporto. «È un bonaccione, ma si infiamma anche con me qualche volta». La conduttrice Caterina Balivo ha infatti riproposto le immagini di alcuni momenti nei quali il giornalista si è “infervorato in tv”. E allora Mughini racconta un aneddoto, suscitando le risate del pubblico in studio. «Una volta voleva sbattermi in testa un candelabro, io la fermai ma non per me, per il candelabro». Ma si parla anche di un altro aspetto del suo carattere: Mughini non invita a casa più di sei persone perché non può ospitarne di più. Una volta però suonò al citofono a sorpresa l’amico Franco Moretti con il fratello Nanni, diventato poi celebre regista. «Mi presero in controtempo, non sapevo dove mettere il settimo… Me ne vergogno ancora», ammette Mughini. E poi aggiunge: «Nanni e Franco sono due pianeti diversi. Hanno meno comunicazione di quanta ne abbia io con te. Franco è una delle persone più intelligenti che conosca». (agg. di Silvana Palazzo)

GIAMPIERO MUGHINI A VIENI DA ME

Giampiero Mughini si racconta a Vieni da me svelando aspetti inediti della sua vita privata, a partire dalla sua famiglia. «I miei si separarono quando avevo 7-8 anni. All’epoca vivere solo con una madre era inedito. Un po’ mi vergognavo», ha confessato il giornalista e scrittore. Da Caterina Balivo ha approfondito anche il rapporto con suo padre, che era stato fascista. «Una volta mi disse che mia madre stava frequentando un altro uomo. Io avevo 13 anni e gli dissi che era nel suo pieno diritto». Giampiero Mughini parla della sua adorazione per suo padre, anche se non gli ha mai detto di volergli bene. «Da ragazzo ero di un antifascismo smisurato, quindi scrissi degli squadristi ignobili. Mi disse che ne faceva parte, anche se non era vero, per darsi delle aree. Mi aspettavo una filipicca allucinante invece non mi disse nulla». Non mancano aneddoti sugli studi: «Mio padre non aveva bisogno che gli dicessi chissà cosa. Gli portai una pagella che aveva solo un 7 come voto più basso…». Non era molto concreto, a differenza dei suoi fratelli: «E infatti io ho avuto la casa più piccola, perché ci avevo messo di più a laurearmi, ma lo trovo sacrosanto».

“FIGLI? NON SAPREI FARE IL GENITORE”

A Vieni da me si parla anche di figli, che Giampiero Mughini non ha avuto. «Non ne ho mai desiderati. Penso sia un mestiere molto difficile (quello del genitore, ndr), bisogna saperlo fare. Io penso che non avrei saputo farlo, che potevo solo badare a me stesso», la spiegazione a Caterina Balivo. Ovviamente ha parlato della sua passione per la Juventus: «Ho amato la Juventus dall’età di 11 anni. Fu una scelta casuale: amai le figurine di Boniperti e Buccinelli. Per loro ho amato la Juventus ed è stata la scelta più importante della mia vita. Pensa se fossi stato interista. Poveretti…». E sulla vicenda relativa alle accuse di stupro a Cristiano Ronaldo aggiunge: «In queste vicende la verità è difficile da raggiungere. Come fai a dire anni dopo che in quell’incontro uno ha fatto violenza? Questa vicenda non ci dice nulla. Si può dire chiaramente quando si va oltre?». A proposito invece della sua carriera da giornalista: «Ho imparato a battere a macchina in piedi perché ero piccolo. Credo di essere stato uno dei più veloci in Europa. Non ho mai accettato budget, ho sempre contrattato il mio compenso. La tv è venuta molto dopo. Non sono andato in tv per fare il cretino, ma per fare Mughini». In studio entra la moglie Michela Pandolfi, a cui è legato da 28 anni: «Non mi dispiacerebbe farne altri 28. Lei è soffice come una piuma».

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