LEONARDO MAZZAROTTO/ Dal conservatorio alla fiction “La compagnia del cigno”: “Tengo il piede in due scarpe”

Studente di conservatorio nella vita e attore di una fiction: Leonardo Mazzarotto non ha ancora deciso quale strada prendere.

15.01.2019 - Paolo Vites
leonardo mazzarotto la compagnia del cigno 2019 instagram
Leonardo Mazzarotto

Nella vita come nello spettacolo. Leonardo Mazzarotto ha 20 anni e studia violino e pianoforte al conservatorio. Nell’arte invece recita nella fiction La compagnia del cigno e interpreta Matteo, uno studente del conservatorio di 17 anni che studia violino. Su Tv Sorrisi e canzoni racconta il suo percorso di studi nella musica; “Sono uscito dal liceo musicale due anni fa e ora continuo gli studi. Mio padre è musicista e da subito mi ha guidato all’ascolto musicale con un repertorio che andava dalla classica al jazz e al pop”. Leonardo ha iniziato a suonare il violino alle medie, in realtà lui non voleva ma gli insegnanti glielo hanno consigliato perché ritenevano che avesse l’orecchio adatto: “Ho iniziato un po’ a malincuore ma poi me ne sono innamorato e ho capito che era davvero lo strumento giusto per me“.

LEONARDO MAZZAROTTO CON IL PIEDE IN DUE SCARPE

Nel mondo dello spettacolo invece dice che ci è entrato per caso: “Avevo fatto qualche spettacolo musicale ma niente di più. Avendo già intrapreso la strada del violino, pensare di dedicarmi alla recitazione mi sembrava impossibile“, ha detto Leonardo Mazzarotto a Tv Sorrisi e Canzoni. Di questo mestiere dice che gli piace la possibilità di essere sempre diverso, ma né la musica né la recitazione sono facili: “la musica forse richiede maggiore base tecnica, la recitazione può essere più spontanea, anche se bisogna studiare anche qui”. Per il momento Leonardo dice di voler tenere il piede in due scarpe: “Ho bisogno di ancora un po’ d tempo per capire ma non mi sento di abbandonare completamente nessuna delle due“. Il giovane attore e musicista è contento del successo raggiunto grazie alla fiction “La compagnia del cigno”, soprattutto perché, in un ambiente così competitivo come quello della musica, tanti colleghi gli hanno fatto i complimenti.



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