Enzo Iacchetti, ‘Libera nos Domine’/ “Basta Moliere e Plauto, a teatro canto Gaber e Jannacci”

- Paolo Vites

Enzo Iacchetti presenta a teatro un nuovo spettacolo: “Libera nos domine”, il teatro-canzone con più Gaber-Jannacci e meno Plauto-Moliere

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Enzo Iacchetti (Lapresse)

Il volto storico di Striscia la notizia, Enzo Iacchetti, torna a teatro con un nuovo spettacolo, dal titolo un po’ pomposo di Libera nos Domine, liberaci Signore dal male, la formula classica del Padre Nostro. Uno spettacolo in cui, dice in una intervista pubblicata su Ill fatto quotidiano, tenta la carta del teatro-canzone alla Giorgio Gaber: “Non vedrete lo sciocco mascherato da donna della De Filippi, né il battutista di Striscia. La tv non è verità, è un narcotico e ci basta una partita della Champions per accantonare i nostri problemi. Ci sbraniamo davanti a una birra tifando e odiando”. Che cosa è allora il teatro? “Basta con Pirandello e Plauto, Moliere ha rotto i coglioni. Gli autori di teatro devono scrivere del nostro tempo”. Lo scorso anno Iacchetti è stato protagonista di uno spiacevole episodio a Sanremo: la sua canzone I migranti, che toccava lo scottante tema di attualità, scritta per lui da Francesco Guccini, fu eliminata da Claudio Baglioni. Avrebbe potuto cantarla composite ma non come concorrente. Non se ne seppe più nulla.

SALVINI COME MUSSOLINI

A proposito invece delle recenti dichiarazioni di Baglioni sul tema dei migrati, dice che “Salvini non può contestare a un cantante che da decenni si spende per l’accoglienza a Lampedusa di esprimere liberamente il proprio pensiero. E’ roba da dittatori, un atteggiamento che neanche Mussolini”. Aggiunge che “nel mio spettacolo dico: andiamocene tutti noi italiani e vediamo come si comporta chi vorrebbe solo l’immigrazione di badanti estoni bionde di vent’anni”. La canzone scartata lo scorso anno da Sanremo torna adesso nel suo nuovo spettacolo teatrale: “Invoco sul palco l’intervento di Dio, ma più per questioni cruciali della Finanziaria. Gli imputo l’errore di aver creato cose meravigliose che tra duecento anni non esisteranno più. Gli dico: Dio scendi tu in persona stavolta non mandare il fratello di Gesù. Non vorrai farti dare del vigliacco. Dubito che verrà, in ogni caso. Forse non esiste se consente all’Isis di tagliare le gole”.Un Dio che dovrebbe confrontarsi con i social? “Mi chiedo se quei due presunti geni di Jobs e Gates non siano stati degli imbecilli. Ci hanno regalato una tecnologia fantastica, ma non hanno saputo arginare l’orrore delle chat dove un ragazzo bullizzato si butta dal balcone e dove nel deep web puoi ingaggiare sicari o comprare armi nucleari”.



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