ROCCO HUNT/ “Prima i terroni poi i neri. I meridionali non possono essere razzisti” (CR4)

Rocco Hunt, dal successo nazionale al ritorno al dialetto per omaggiare le sue origini: il rapper ospite de La Repubblica delle Donne di Piero Chiambretti.

16.01.2019, agg. alle 23:22 - Stella Dibenedetto
rocco hunt
Rocco Hunt - Foto Instagram

Anche Rocco Hunt è arrivato da Piero Chiambretti per parlare del Sud. Il rapper partenopeo racconta con grande orgoglio la sua città: “Quando vinsi a Sanremo per le nuove proposte il sindaco, Vincenzo De Luca, mi diede una riconoscenza. Facemmo una grande festa nella piazza del mio quartiere”. Rocco Hunt oggi è cambiato molto da quella vittoria, è maturato ed è diventato papà di Giovanni che oggi ha due anni. Piero Chiambretti mostra al rapper numerose parole che possono essere collegate al sud dell’Italia e tra queste c’è la Camorra: “In Italia c’è la camorra, ma non c’è solo quella delle strade con le pistole e le armi, ma c’è anche nei luoghi di tutti i giorni ed è quella che fa più male. Non è più solo napoletana. Il lavoro? C’è per chi si impegna a trovarlo, prima o poi si trova sempre. Ognuno deve evolversi professionalmente indipendentemente dl sud o nord. Il razzismo? Da noi l’integrazione è molto forte. Prima c’erano i terroni, oggi i neri. Non possiamo essere razzisti”. Rocco Hunt prima di lasciare lo studio svela: “Ho organizzato una data evento, mi esibirò a Napoli il 14 febbraio”. (Agg. Camilla Catalano)

“SONO DIVENTATO PAPA’ E UN UOMO PIU’ RESPONSABILE”

Classe 1994. Rocco Hunt, nome d’arte di Rocco Pagliarulo, con la musica, è riuscito a realizzare il sogno di potersi raccontare all grande pubblico senza snaturarsi. Le sue canzoni rappresentano esattamente il suo modo di essere che ha portato anche sul palco del Festival di Sanremo nel 2016 dove ha conquistato tutti con il brano Wake Up. Ospite della puntata odierna de La Repubblica delle Donne, Rocco Hunt, ai microfoni di Piero Chiambretti, affronterà il tema principale della trasmisione ovvero il Sud. Per riuscire ad ottenere il successo che ha poi avuto, Rocco Hunt non ha mai nascosto le sue origini di cui è estremamente orogoglioso. Nato Pastena, quartiere popolare di Salerno da una famiglia umile e modesta, Rocco Hunt ha voluto omaggiare le sue origini con la nuova canzone che l’ha riportato a cantare in dialetto.

ROCCO HUNT, RITORNO ALLE ORIGINI

“Tutte ‘e parole”, il brano pubblicato lo scorso 23 novembre, segna il ritorno al dialetto e alle origini di Rocco Hunt che, su Facebook, aveva spiegato ai fans i motivi della sua scelta. «È iniziato tutto con il dialetto, e forse è per questo che è al dialetto che tornerò il 23 novembre con Tutte ‘e parole», aveva scritto. «Perché voglio restituire qualcosa, perché quando ancora nessuno si era accorto di me, la Campania l’aveva già fatto». Per conquistare il successo, Rocco Hunt ha dovuto fare anche una lunga gavetta. Oggi, però, rifarebbe esattamente tutto, in primi il figlio Giovanni di cui, su Facebook, ha scritto: «Di tappa in tappa abbiamo percorso la mia vita fin ora, fino al momento che è stato la somma di tutti gli altri. L’attimo in cui ho preso tra le braccia mio figlio ho avuto la certezza che per lui avrei rinunciato a tutto, anche a me stesso. Essere padri alla mia età significa diventare responsabili tutto d’un botto, e non è sempre facile. Ma quel singolo momento in cui hai tuo figlio tra le braccia per la prima volta non lascia dubbi: ne vale la pena».

LE PAROLE SU CLEMENTINO

Uno dei primi a credere nel talento di Rocco Hunt è stato il rapper Clementino con cui ha cantato il brano “O’ Mar ‘e o’ sole”. Proprio a Clementino, Rocco Hunt, sui social, ha dedicato delle bellissime parole in occasione della pubbicazione del suo nuovo lavoro. «Clemente è stato il primo a credere in me, a crederci davvero. Prima di qualsiasi major c’erano semplicemente un ragazzo pieno di voglia di emergere e il suo idolo chiusi in uno studio di registrazione. E da quello studio siamo usciti con “O’mare ‘e o’ sole”, che è stata il mio primo vero successo, il primo pezzo che mi ha fatto notare a livello nazionale. È iniziato tutto con il dialetto, e forse è per questo che è al dialetto che tornerò il 23 novembre con “Tutte ‘e parole”. Perché voglio restituire qualcosa, perché quando ancora nessuno si era accorto di me, la Campania l’aveva già fatto!». Un omaggio doveroso, dunque, quello del giovane artista che, questa sera, parlerà del suo Sud a La Repubbica delle donne.

 

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