Alvaro Lojacono, ex brigatista/ Video Le Iene: “Salvini non mi fa paura. Vittime? Niente di personale”

- Emanuele Ambrosio

Alvaro Lojacono, l’ex brigatista latitante in Svizzera, è tra i protagonisti della nuova puntata de Le Iene Show in onda domenica sera su Italia 1

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Alvaro Lojacono (Le Iene)

Dopo la cattura in Bolivia e l’estradizione di Cesare Battisti, Gaetano Pecoraro ha scovato Alvaro Lojacono in Svizzera. L’ex terrorista rosso e militante delle Brigate Rosse resta spavaldo. «Che posso dire? Paura non me ne fa…», ha dichiarato in merito al piano del ministro dell’Interno Matteo Salvini di riportare tutti i latitanti in Italia. Ma sa bene che è uno degli obiettivi: «Adesso sono il secondo nella lista. C’è Alessio (Casimirri, ndr) prima». Con Le Iene parla dei suoi conti in sospeso con la giustizia italiana: «Lo Stato non vuole chiudere i conti! Non ha mai parlato di chiudere i conti. La storia può essere scritta nelle sentenze? Io sono stato condannato per 75 capi (di imputazione, ndr) e c’erano delle cose che io manco sapevo che erano state fatte, però ho beccato la condanna per tutto». Inoltre, Lojacono sostiene che lo Stato debba riconoscere «che c’è una parte della società italiana che ha preso le armi perché si sentiva in dovere di tentare una rivoluzione». Ne parlò anche l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, ai tempi nemico numero uno delle Br. «Fu il tentativo di innescare una guerra civile: chi combatté lo fece non con l0animo del terrorista ma con l’animo del partigiano». Infine, Lojacono sulle vittime ha dichiarato: «Non c’è mai stato niente di personale con nessuna delle vittime: tutto era simbolico e funzionale». (agg. di Silvana Palazzo)

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“Su Cesare Battisti costruita l’immagine del nemico pubblico”

Esclusiva intervista all’ex brigatista Alvaro Lojacono durante la prima puntata del 2019 de Le Iene Show in onda domenica 20 gennaio in prima serata su Italia 1. Gaetano Pecoraro è andato in Svizzera dove è riuscito ad incontrare l’ex latitante delle Brigate Rosse condannato all’ergastolo in Italia in seguito al sequestro di Aldo Moro. Un’intervista che si preannuncia imperdibile, che arriva a distanza di pochissimi giorni dalla cattura ed estradizione di Cesare Battisti. Proprio della situazione di Battisti, Lojacono ha rilasciato una serie di dichiarazioni che vi riportiamo in anteprima: “Io ho l’impressione che sia una parata sceriffo e bandito. Su Cesare è stata costruita negli anni l’immagine del nemico pubblico numero uno, proprio il cattivo assoluto. Gli fanno una foto che esce dal carcere, sta sorridendo, ride sulle vittime…Ma che ca*zo?”.

Alvaro LoJacono a Le Iene parla di Cesare Battisti

L’ex brigatista parlando sempre di Cesare Battisti punta il dito contro la stampa e la giustizia ricordando un particolare evento: “Esci dalla galera, sarai pure contento. Quello è odio scusami, che giustizia è? Non riesco a vederci un passo oltre. Perché tutto questo poi è accompagnato dall’idea di marcire in galera, di buttar via le chiavi”. Poi la Iena Gaetano Pecoraro domanda di Aldo Moro, ma il latitante non vuole sbottonarsi sull’argomento rivelando solo alcune cose: “non insistere, non c’è mai stato niente di personale con nessuna delle vittime, a partire da Moro in giù, nessuno c’aveva qualcosa di personale”. Alvaro Lojacono ha 63 anni e vive in Svizzera dove è scappato per fuggire alla giustizia italiana.

Chi è Alvaro Lojacono

Alvaro Lojacono è un ex esponente delle Brigate Rosse coinvolto nella strage del 1978 avvenuta in via Fani a Roma. In quel frangente i brigatisti sequestrarono Aldo Moro assassinando 5 uomini della sua scorta. Non solo, l’uomo è coinvolto anche nell’omicidio di Girolamo Tartaglione e dello studente greco Miki Mantakas. Condannato all’ergastolo per il sequestro di Aldo Moro, l’uomo è fuggito in Svizzera per scampare alla giustizia italiana. A distanza di molti anni, l’uomo ha rotto il silenzio durante un’intervista rilasciata al quotidiano svizzero Ticino online a cui ha rivelato:  “Sono pronto a farmi processare e a scontare l’ergastolo qui in Svizzera, almeno metteremo la parola fine a questa vicenda”. Sull’Italia, invece, dice: “Sono passati 40 anni e l’Italia si è sempre mossa in una logica di vendetta, come si è visto anche nel caso Battisti e non ha mai rinunciato a un quadro giuridico d’eccezione”.



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