DON PAOLO STEFFANO/ Prete di Baranzate, comune più multietnico d’Italia: “La diversità è un dono” (Nuovi eroi)

Don Paolo Steffano, prete di Baranzate, premiato da Mattarella per il suo impegno nell’integrazione tra italiani e stranieri nel comune più multietnico d’Italia. (Nuovi Eroi)

22.01.2019 - Dario D'Angelo
Don Paolo Steffano, premiato da Sergio Mattarella (foto da Twitter)

Il protagonista della puntata di oggi di “Nuovi Eroi“, la serie in onda su Rai3 dal lunedì al venerdì dalle 20.25 che racconta le storie straordinarie di cittadini insigniti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, è don Paolo Steffano, parroco di Sant’Arialdo a Baranzate (Milano), il comune più multietnico d’Italia. Don Paolo ha creato “La Rotonda”, un’associazione capace di promuovere, indipendentemente dal credo religioso, l’integrazione tra italiani e stranieri e di favorire l’approccio al diverso come un dono. Lo scorso 6 febbraio, don Paolo è stato premiato dal capo dello Stato con queste motivazioni:”Per il suo contributo a favore di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione degli stranieri immigrati nell’hinterland milanese”. Una storia comune la sua? Assolutamente no. Basta un numero: a Baranzate, 4 mila abitanti, più del 60 per cento sono di origine straniera. Solo in via Gorizia sono rappresentate 72 nazionalità, mica facile favorire l’integrazione.

DON PAOLO STEFFANO, “SIAMO UNA MULTINAZIONALE”

Don Paolo Steffano è riuscito nell’impresa di far concepire la diversità come il dono più grande:”Siamo una multinazionale”, ha scherzato con Famiglia Cristiana. Secondo il prete anticonvenzionale, 53 anni di età e 27 di sacerdozio, “soprattutto siamo un laboratorio di futuro. Con tutti i problemi e le potenzialità del caso. Ma con il desiderio di sperimentare strade nuove, come degli sherpa che conoscono perfettamente i sentieri, ma che guardano sempre avanti, cercando vie nuove. Alla fine nessuno conosce il loro nome. Ma senza di loro non si arriverebbe mai in cima”. Don Paolo spiega il valore aggiunto della diversità e della comunione:”Ho visto il quartiere cambiare con impressionante rapidità. Anch’io e la comunità siamo cresciuti con esso. La parrocchia oggi accoglie cristiani di varie provenienze e diverse confessioni. E anche islamici: ci sono molte famiglie musulmane che frequentano i nostri spazi e le nostre attività. C’è rispetto da parte nostra e fiducia da parte loro. Per noi è inevitabile confrontarci con questa presenza variegata, che porta con sé svariate problematiche, ma si traduce anche in potenzialità spesso inattese”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA