Giorgio Locatelli/ Ottimo debutto del giudice stellato: severo, ma giusto. Piace (MasterChef Italia 8)

- Morgan K. Barraco

Giorgio Locatelli ha fatto il suo debutto come giudice a MasterChef Italia 2019. Lo chef stellato è apparso severo e di manica stretta.

Giorgio Locatelli giudice di MasterChef 8
Giorgio Locatelli giudice di MasterChef 8 (@julehering)

Giorgio Locatelli ha fatto il suo debutto a MasterChef Italia 2019 e fin dalle prime battute sono stati evidenti alcuni tratti salienti del suo carattere. E soprattutto come deciderà di comportarsi nel momento stesso in cui i concorrenti si troveranno di fronte alle prime sfide. Lo ha dimostrato di fronte allo studente Giovanni, che a discapito della sua età è ancora alle prese con l’Università. La Laurea in Medicina tarda ad arrivare e forse è per via di quella lentezza, che secondo Locatelli andrebbe migliorata. Il primo sorriso del giudice appare però di fronte a Verando e non per il gilet che Joe Bastianich ha barattato per concedergli il grembiule. Per Locatelli infatti Verando ha delle qualità interessanti, soprattutto perché ha proposto un piatto che ha messo in risalto i prodotti della sua Viterbo. Si conclude in bellezza con il no secco dato alla giovanissima Virginia, alla ricerca di un riscatto personale. Il padre le ha imposto di studiare Giurisprudenza, ma crede che il suo futuro sia in cucina. Locatelli non crede che la ricotta sia stata unita al meglio con i gamberi e la chiara d’uovo.

Giorgio Locatelli, un giudice intransigente

Il nuovo giudice di MasterChef Italia 2019 ha subito dimostrato quale sarà la sua strategia durante la gara. Giorgio Locatelli infatti non è di manica larga ed anche se i colleghi hanno preferito cedergli il timone durante la puntata di debutto, lo chef non si è fatto intenerire dai racconti più commoventi. Federico ha infatti raccontato una storia particolare e ha svelato come nonostante i sette anni all’attivo come pescatore, vorrebbe entrare nel mondo della ristorazione. Le qualità ci sono tutte, ma Locatelli si è basato sulla sua esperienza di padre. Tolto per un attimo il cappello da giudice, lo chef infatti ha dubitato fino all’ultimo che il ventenne possa davvero arrivare fino in fondo. Alla sua età, secondo Locatelli, si cambia idea facilmente: gli altri giudici hanno dovuto quasi convincerlo perché potesse dargli una possibilità nel cook talent. Grazie a questo primo approccio con lo show, possiamo intuire come Locatelli sceglierà di premiare chi ha già una chiara visione della cucina. Vuole sentire la passione e quel modo intellettuale di concepire i piatti. Il livello di difficoltà si fa sempre più alto proprio grazie a Locatelli, che promette di non fare sconti a nessuno.

I segreti dello chef Locatelli

I sogni sono tutto per Giorgio Locatelli, stella Michelin del firmamento culinario londinese ed ora già popolare giudice di Masterchef Italia 2019. I fan del programma hanno speso belle parole nei suoi confronti in occasione della prima puntata, per una reazione positiva sui social che ha superato di gran lunga quanto registrato l’anno scorso da Antonia Klugman. In una lunga intervista a Tv Sorrisi e canzoni, Locatelli ci svela qualche retroscena della sua vita e carriera. Sa bene che cosa vuol dire mollare tutto per ottenere una rivincita, visto che nella ristorazione ha dovuto sudare parecchio prima di potersi imporre come cuoco affermato. Il suo occhio attento per i prodotti italiani gli ha permesso però di diventare fra gli chef preferiti della famiglia reale, soprattutto per quanto riguarda i figli di Carlo. Sembra che i tortellini di Locatelli abbiano fatto breccia nel cuore dei reali, così come in quello di Madonna che risulta fra le assidue frequentatrici del suo ristorante di Londra. Il pollo arrosto invece è il piatto preferito di casa Locatelli, anche se la figlia minore Margherita preferisce mangiare il contorno perché vegetariana. “Rischi di farti scappare troppo la mano con il lime e lo zenzero“, sottolinea poi parlando della difficoltà di essere uno chef italiano con un forte successo in Inghilterra. Il palato dei londinesi infatti è molto diverso e incline alle contaminazioni, a differenza di quanto accade nel nostro Paese. Soddisfatto dei nuovi colleghi, crede che Bruno Barbieri sia giustamente inflessibile: si fa come dice lui e basta. “Ha ragione, dovremmo imparare dai francesi“, afferma infatti. Di Joe Bastianich invece ammira la capacità di intuire un affare nella ristorazione, mentre di Antonino Cannavacciuolo il grande cuore.

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