Max Greggio: “Lascio Striscia la notizia”/ Satira e politica: “M5s si prende troppo sul serio, Lega permalosa”

Max Greggio lascia Striscia la notizia e si racconta a La Verità: “Per lavorare con Antonio Ricci ci vuole fisico. Sulla politica…”

Max Greggio (Youtube)
Max Greggio (Youtube)

Dopo vent’anni da coautore, Max Greggio ha deciso di dire addio a Striscia La Notizia. Giornalista e vignettista, il 66enne si è raccontato in una lunga intervista rilasciata a La Verità: «E’ vero che le cazzate mantengono giovani, ma io in maggio compio 67 anni. Il tempo passo. Ogni anno che inizia, ti guardi allo specchio e ti dici: “Ma sì c’è spazio, potrei continuare”. E di sicuro, da qui, nessuno mi caccerà mai. Però è il valore del tuo tempo che cambia. E anche diventare vecchi è un lavoro. Così smetto». L’ex autore di Paperissima e Drive ha poi parlato del suo futuro: «Cosa farò? Me lo chiedono tutti, ma non ne ho idea. E infatti sono qui che mi tocco i cog*ioni. Di certo non vado in pensione. Sì, lo so che oggi tutti vogliono andarci, in pensione, ma evidentemente sono nato controcorrente: io non ci penso nemmeno. Perché un autore è un po’ come i diamanti: è per sempre. Diciamo che ora voglio stare di più con i miei figli. Ne ho tre: uno di 25 anni, una di 21 e il piccolo ne ha 12. Con l’ultimo ho trascorso più tempo, i primi due invece me li sono un po’ persi, per via del lavoro. Se ci penso, è stato un impegno da pazzi, a volte: ci vuole il fisico, per lavorare con Ricci».

MAX GREGGIO, L’ADDIO A STRISCIA E LA SATIRA POLITICA

Prosegue Max Greggio, parlando della collaborazione con Antonio Ricci: «Abbiamo trascorso molto più tempo tra noi che con le nostre famiglie. Altro che “spirito di squadra”: si lavorava anche 20 ore al giorno. Ai tempi di Odiens, che nel 1988-89 andava in onda il sabato, scrivevamo i testi appena uscivano i giornali, dall’1 di notte in poi, così che le battute fossero aggiornate. E per scrivere avevamo pochissimo tempo, perché registravamo alle 2». Striscia La Notizia gli mancherà? «Non so se mi mancherà, non sono un patito della nostalgia. E so anche che non bisogna mai aspettarsi molto, intendiamoci: voglio bene ad Antonio, a Lorenzo, a Gennaro e agli Altri. Ma penso anche a quel che m’ha detto un mio amico di Livorno che è appena andato via dal Tirreno: s’è sorpreso di come il mare si sia immediatamente rinchiuso sul vuoto che lasciava. Del resto, nessuno è indispensabile. Ma sono sereno, eh?». Una battuta sulla satira politica: «Chi se la prende di più tra i politici di oggi? I grillini, che si prendono troppo sul serio. Ma chissà, se avessi 2’ anni anche io oggi voterei 5 Stelle, soltanto per fare casino… Anche i leghisti sono permalosi».



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