Striscia la Notizia, 30 furti dopo lo sfratto a un membro del clan Spada/ Foto, “Busta con proiettile”

Striscia la Notizia parlerà di come a Ostia una commerciante ha subito 30 furti dopo aver sfrattato un membro del clan Spada.

09.01.2019 - Matteo Fantozzi
Striscia la Notizia, 30 furti dopo lo sfratto a un membro del clan Spada

Striscia la Notizia parlerà stasera, 9 gennaio, di come a Ostia una commerciante ha subito 30 furti dopo aver sfrattato un membro del clan Spada. Si chiama Carmela e le anticipazioni del tg satirico di Canale 5 racconta: “Nel 2016 ho dato in gestione un locale a un signore che aveva alle spalle Armando Spada“. Il racconto prosegue con le minacce che arrivavano ogni volta che la stessa chiedeva l’affitto. Decise di sfrattare l’uomo, rinunciando anche a denunciare l’affittuario per evitare ulteriori problemi. Ma le cose da lì peggiorarono: “Se non ritiri subito lo sfratto finisce male. Intorno a te c’è la polvere da sparo”. È così che arriviamo al 25 gennaio di un anno fa quando vengono arrestati 32 membri del clan Spada. Le cose per Carmela però non migliorano: “Non si è risolto niente. Una notte ho subito tre furti in tre miei local. Qualche mese fa, nel bar dove avevo sfrattato i gentiluomini del clan mi è arrivata una busta gialla con all’interno un proiettile“.

Striscia la Notizia, 30 furti dopo lo sfratto a un membro del clan Spada: chi sono?

Striscia la Notizia torna a parlare del clan Spada dopo che una signora, “rea” di uno sfratto scomodo a un membro della stessa, è stata bersagliata da minacce e furti fino addirittura a un proiettile in una busta. Ma chi sono i membri del clan Spada? Si è iniziato a parlare molto di loro a livello nazionale dopo l’aggressione di Roberto Spada a un giornalista della Rai che gli faceva domandi sui rapporti con Casa Pound. Alla cronaca locale però la famiglia è molto nota visto che ormai da anni i membri vengono regolarmente condannati per reati come minacce ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. Gli Spada, come racconta Il Post, sono una famiglia di origine Sinti arrivata a Roma dall’Abruzzo negli anni ’50. Secondo i magistrati i capi della famiglia sono leader di una vera e propria organizzazione criminale a capo di una zona abbastanza ampia dove gestiscono pizzo ai negozi e assegnazione delle case popolari.



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