Gianfranco D’Angelo/ “64 anni che guido, smetterò quando non mi sentirò più sicuro”

Gianfranco D’Angelo è uno degli ultraottantenni che ancora guida “Sono 64 anni che ho la patente”

Gianfranco D'Angelo e la sua vita alla guida
Gianfranco D'Angelo (Instagram)

Sono 60mila gli ultranovantenni che in Italia hanno la patente. Gianfranco D’Angelo non ha più di 90 anni ma è comunque largamente nella fascia della terza età, e anche lui è uno dei moltissimi anziani che guidano sulle strade dello stivale da nord a sud. Ma da quanti anni ha la patente il noto comico tv? «Fammi fare un calcolo, sono 64 anni che ho la patente e che guido la macchina», dice lo stesso classe 1936, ospite presso gli studi de La Vita in Diretta. «Io guido la macchina sia in città quanto per i viaggi lunghi – aggiunge lo stesso attore romanovisto che il mio lavoro mi porta continuamente fuori». Tiberio Timperi, il conduttore del programma, lo incalza quindi con una domanda “Se dovessero dirti di smettere?”: «Non mi arrabbierei se mi dicessero di smettere – replica D’Angelo – io fino ad oggi sono molto controllato, faccio tutte le verifiche, mi sento sicuro e do questa sicurezza anche agli altri. Il giorno in cui non avrò più queste capacità e questa forza, mollerò la guida».

GIANFRANCO D’ANGELO/ “64 ANNI CHE GUIDO”

Gianfranco D’Angelo, un po’ come tutti gli anziani al volante, non ha ovviamente il piede pesante: «Sono prudente nel modo giusto – spiega – ho il piede un po’ facile. Azzardano di più i giovani, per via anche di alcol e droga, ma anche perché distratti». In studio anche Francesco Landi, medico geriatria, d’accordo con la patente agli anziani anche ultranovantenni: «Non dobbiamo negare la patente a prescindere – dice – forse dovremmo adeguare un po’ le nostre città e le nostre abitudini se ai così tanti anziani alla guida». Landi invita gli automobilisti a non “pressare” gli anziani al volante: «Se c’è un anziano che è prudente alla guida non è che mi metto dietro a strombazzare, sono io che sto guidando male». Ma quand’è che bisognerebbe smettere di guidare? Il dottore prova a dare una risposta: «Vista e udito sono fondamentali, ma anche l’aspetto cognitivo è molto importante, come ad esempio i disturbi legati alla perdita di memoria».



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