FRANCESCO BORGONOVO/ Video, l’attacco al sindaco Sala e le “sue decorazioni”(Tv Talk)

- Maria Laura Leo

Dopo la polemica contro il sindaco di Milano a L’aria che tira, Francesco Borgonovo torna in tv. Questa volta sarà ospite di Massimo Bernardini a Tv Talk, sabato 16 febbraio.

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Di Pietro e Borgonovo, lite a L'aria che tira

Il giornalista Francesco Borgonovo sarà ospite di Massimo Bernardini a Tv Talk, sabato 16 febbraio 2019 alle ore 15:00. Gli studi di Rai Tre accoglieranno, insieme a Borgonovo, altri nomi del panorama televisivo italiano. Saranno presenti i conosciutissimi chef Antonino Cannavacciuolo e Bruno Barbieri, ma anche Serena Rossi, che tornerà a raccontare la sua esperienza nei panni dell’indimenticata Mia Martini nel film Io sono Mia, trasmesso lo scorso 12 febbraio su Rai Uno, Gianni Ippoliti, Luca Donati e molti altri. Al centro del dibattito di questo appuntamento con Tv Talk ci sarà l’immigrazione e, in particolare, il modo in cui il ritorno in tv del Commissario Montalbano, in occasione dei suoi vent’anni, ha affrontato questo tema così attuale e così sentito. La discussione sarà corredata di un servizio inedito, attraverso il quale si arriverà anche a parlare di Mamhood, vincitore, non senza polemiche, dell’ultimo Festival di Sanremo e del televoto, il cui funzionamento ha fatto profondamente discutere nei giorni successivi all’evento. 

Francesco Borgonovo, se il sindaco di Milano “pensa alle decorazioni arcobaleno”

Lunedì 12 febbraio Francesco Borgonovo è apparso nel programma televisivo condotto da Myrta Merlino su La7 L’aria che tira, enunciando un’aspra critica nei confronti del sindaco di Milano Giuseppe Sala e del suo operato nella città. “Ieri faceva la battaglia sulla metropolitana di Porta Venezia per non togliere le decorazioni arcobaleno […] e tu vai a rompere le scatole in una metropolitana gicantesca, che la sera è deserta e c’è di tutto, perché un’azienda vuole mettere lì il banchettino e ti toglie le decorazioni arcobaleno che piacciono al Gay Pride. Questi sono i temi che ha seguito la sinistra”, ha affermato Borgonovo difendendo Matteo Salvini dai presunti attacchi di altri ospiti in studio. “La criminalità organizzata c’è. Questo governo ha fatto delle cose contro la criminalità organizzata, che non sono, ovviamente, risolutive come quelle che hanno fatto quelli precedenti. Forse ne ha fatta anche qualcuna di più di quello che ci si aspettava nei confronti della criminalità organizzata. Dopodiché ci sono altre situazioni, ad esempio quelle che abbiamo visto a Milano, che non sono necessariamente criminalità organizzata, sono un altro tipo di criminalità con cui si è un pochettino più tolleranti. Perché, ad esempio a Milano, chi amministra la città pensa ad altro. Pensa a difendere la minoranza di turno, pensa a fare delle battaglie assolutamente inutili”.

La polemica che dà voce al popolo dei giovani

Francesco Borgonovo non è nuovo a questo genere di polemiche. Caporedattore della Verità e, prima, di Libero, il suo impegno nell’ambiente politico italiano è sempre stato attivo e piuttosto duro. Della sua vita privata non si sa praticamente nulla, a differenza di quanto avviene con le sue esperienze lavorative. Il suo curriculum, infatti, vanta diverse pubblicazioni attinenti a vari tematiche del dibattito politico attuale, sia nazionale che internazionale. Le ultime sono datate 2018: I segreti di Renzi 2 e della Boschi, scritto con Maurizio Belpietro e Giacomo Amadori e Fermate le macchine! Come ci stanno rubando il lavoro, la salute e perfino l’anima. La posizione politica di Borgonovo è sempre stata molto chiara e il giornalista ha sempre preferito essere diretto e proclamare a gran voce le sue idee. Non risparmia mai nessuno dalle critiche, se ritiene che queste siano fondate, e questa caratteristica gli consente di ottenere sempre più consensi, soprattutto tra i giovani, dei quali riesce a percepire e a interpretare il disagio di vivere in una società che offre loro veramente troppo poco. Lo dimostrano i commenti ai video che lo ritraggono durante uno dei suoi interventi, ultimo quello a L’aria che tira del 12 febbraio scorso.



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