GIULIO REGENI/ Appello della famiglia “Trovate i responsabili, dateci i suoi vestiti”

Paola e Claudio Regeni, genitori di Giulio, continuano a chiedere verità per loro figlio ucciso al Cairo ormai tre anni fa: nuovo appello della famiglia

17.02.2019, agg. il 18.02.2019 alle 10:07 - Dario D'Angelo
Giulio Regeni
La verità per Giulio Regeni (LaPresse, 2019)

Nuovo appello da parte della famiglia di Giulio Regeni, ieri ospite di Che tempo che fa. “Trovino i responsabili e ci ridiano i vestiti che nostro figlio aveva quando è stato ritrovato ucciso”, così il padre, in studio, rivolgendosi alle autorità egiziane. Il padre del ricercatore egiziano ha spiegato di aver incontrato il procuratore generale del Cairo, Nabil Ahmed Sadek, a Roma: “In quell’occasione ci disse, guardandoci negli occhi, che avrebbe catturato tutti i responsabili del rapimento, della tortura e dell’uccisione di nostro figlio. Quindi io da uomo a uomo, da padre a padre, gli chiedo di rispettare quella promessa e di incontrarci di nuovo a Roma”, ha aggiunto nel corso della sua ospitata alla trasmissione di Raiuno. Sul piano delle indagini, purtroppo al momento sarebbero giunte ad un punto morto. “Noi fin da sempre abbiamo detto che non vogliamo finte verità e depistaggi, noi vogliamo sapere tutto quello che è successo per arrivare ad una verità processuale. Le indagini sono ad un punto morto, non ci sono corrispondenze dal fronte egiziano. Pignatone ha detto che siamo allo stallo”, hanno spiegato i genitori. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“PORTIAMO AVANTI LA NOSTRA BATTAGLIA”

A Che tempo che fa è una vera e propria standing ovation per i genitori di Giulio Regeni, Paola e Claudio che si presentano in studio per parlare con Fabio Fazio. I due portano avanti una battaglia che è difficile anche perché rinunciano all’intimità del dolore. Importanti sono le loro parole: “Vogliamo ringraziare tutti quelli che ci sono stati vicini lungo questi tre anni.” Intanto il conduttore mostra delle immagini di città che in giro per l’Italia il 25 gennaio scorso hanno mostrato un ricordo del ragazzo scomparso al Cairo ormai tre anni fa. Per i genitori è un dovere morale portare avanti una battaglia affinché cose del genere non accadano più e che questa situazione non venga dimenticata. Sicuramente si vede l’emozione sul volto dei due signori che ancora una volta vogliono metterci la faccia di fronte a quanto accaduto per avere delle risposte. (agg. di Matteo Fantozzi)

“NON MOLLIAMO”

I genitori di Giulio Regeni, il ricercatore italiano scomparso al Cairo il 25 gennaio del 2016, il cui corpo martoriato è stato ritrovato 9 giorni dopo la sparizione, saranno ospiti di Fabio Fazio a Che tempo che fa. Un modo per far sì che la storia di questo 28enne torturato e ucciso per motivi apparentemente sconosciuti non cada nel dimenticatoio, l’occasione per rinnovare nella prima serata di Rai Uno l’appello che purtroppo a distanza di 3 anni dalla sua morte è rimasto inascoltato: “Verità per Giulio Regeni”. Paola e Claudio Regeni stanno conducendo con grandissima dignità una battaglia che si scontra con le reticenze di un Egitto che non è sembrato mai disposto ad alzare completamente il velo di omertà sulla fine del nostro connazionale. Secondo i pm italiani Regeni, che si trovava in Egitto per svolgere un dottorato sui sindacati di base egiziani per conto dell’Università di Cambridge, sarebbe stato ucciso poiché considerato una spia.

I GENITORI DI GIULIO REGENI A CHE TEMPO CHE FA

Paola e Claudio Regeni hanno ribadito la loro volontà di proseguire nella ricerca della verità per il figlio Giulio anche in occasione del terzo anniversario della morte del ricercatore italiano. I coniugi Regeni in una lettera hanno infatti dichiarato: “Giallo è ormai il colore della storia di Giulio che ha dipinto un percorso di dolore. Ma noi non molliamo, per tutti i Giulio e Giulie del mondo, e perché questo serva a tenere alta l’azione mediatica, che non è solo la stampa, ma anche quella della cittadinanza. E il tempo della memoria, verrà solo dopo quello della giustizia. A tre anni dalla morte di Regeni, centinaia di fiaccolate sono andate in scena in altrettante città italiane. Strazianti e indimenticabili sono le parole pronunciate dalla mamma all’epoca del riconoscimento del corpo del povero Giulio:”Su quel viso ho visto tutto il male del mondo e ho detto: perché si è riversato su di lui?”. Una domanda che resta purtroppo senza risposta.

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