ENZO MUSCIA CHI E’?/ “Non c’è lavoro senza lavoratori” (Il Mondo sulle Spalle)

- Maria Laura Leo

Enzo Muscia, ecco chi è l’imprenditore eroe interpretato da Beppe Fiorello, che si ricomprò l’azienda che lo aveva licenziato. “Ho fatto 23 anni di università lavorando”.

Beppe Fiorello ed Enzo Muscia
Beppe Fiorello ed Enzo Muscia (News Rai)

Grande successo per il film per la tv “Il mondo sulle spalle” con Beppe Fiorello che ha incollato dinanzi alla tv ben 5.869.000 telespettatori con uno share del 23,88%. La storia di un uomo comune diventato un eroe dei nostri giorni e insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Non c’è lavoro senza lavoratori. Non ci sono procedure che non si reggano sulla fiducia. Non esiste successo che non porti la firma di qualcuno, e di una squadra. È il business in cui credo” con queste parole Enzo Muscia ha raccontato la sua piccola grande impresa che ha permesso a 38 persone di non perdere il lavoro e di dare vita ad un’azienda che presenta un fatturato da due milioni di euro. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

“In azienda ho fatto 23 anni di università”

Enzo Muscia, l’eroe di tutti i giorni che, con il suo coraggio, è riuscito a ridare dignità ai suoi colleghi acquistando la fabbrica in cui lavorava come operaio, ai microfoni dell’Agi, ha parlato della sua esperienza nel mondo del lavoro spiegando come l’azienda sia stata la sua università. “Quando tutto è iniziato ero un 27 enne. Dico sempre, scherzando, che in azienda ho fatto 23 anni di università”, ha detto Enzo Muscia. Beppe Fiorello, invece, ha elogiato l’immagine di Enzo Muscia definendolo un uomo comunque che è riuscito a diventare un eroe. “Enzo si è messo in gioco per salvare la dignità dei lavoratori. Questa era una storia che andava raccontata, è drammaticamente attuale e affronta un tema universale che tocca il Nord e il Sud. Enzo è il reddito di cittadinanza incarnato in una persona”, ha detto l’attore ai microfoni di Io Donna (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

ENZO MUSCIA CAVALIERE DELLA REPUBBLICA

La storia di Enzo Muscia è la storia di un uomo coraggioso, appassionato del suo lavoro e desideroso di poter aiutare tutti i suoi colleghi, rimasti, come lui, senza stipendio. La sua storia è diventata un esempio dato che due anni fa Enzo Muscia è diventato Cavaliere della Repubblica per decisione del presidente Sergio Mattarella. Nel film di Nicola Campiotti viene ripresa dettagliatamente l’impresa di Muscia che nella pellicola viene interpretato da Beppe Fiorello con il nome di Marco. La parte finale della pellicola termina con la voce narrante di Davide (nella vita reale Alessandro) che racconta, attraverso un tema, la storia del papà. Una storia di coraggio che insegna al piccolo che gli operai non sono numeri, ma uomini con dei nomi propri. (Agg. Camilla Catalano)

“PENSAVO DI DOVER RECITARE ANCHE IO”

“Ero un ventisettenne. Dico sempre, scherzando, che in azienda ho fatto 23 anni di università. All’inizio ero un tecnico specializzato, poi ho ricoperto diversi ruoli fino a quello di direttore commerciale che avevo quando è crollato tutto”, racconta Enzo Muscia. La sua storia è diventata un libro e infine un film: Il mondo sulle spalle. Il film dove il protagonista è interpretato da Beppe Fiorello è molto simile alla realtà: “Fiorello mi ha convinto pienamente – ha raccontato l’imprenditore – mi è piaciuto come persone. È generoso e anche umile, siamo diventati amici. Quando il regista venne da me pensavo che avrei dovuto recitare io la mia parte, mi ero pure un po’ illuso”. (Agg. Camilla Catalano)

LA FESTA IN AZIENDA PER VEDERE IL FILM

Ne “Il mondo sulle spalle” si racconta una storia che si ispira a quella di Enzo Muscia. A vestire i suoi panni è Beppe Fiorello che nel film è Marco, un operaio alle prese con il divorzio, innamorato del proprio lavoro che incontra per caso e inaspettatamente la donna della sua vita. In poco tempo formano la propria famiglia. Questa sera, Enzo Muscia, ha dato la possibilità ai suoi dipendenti, circa 40, di rimanere in azienda per poter vedere il film che riguarda la loro storia perché dopo aver rivelato quella stessa azienda, Muscia, riuscì ad assumere tutti i suoi colleghi che, come lui, erano stati licenziati. “Il coraggio per fare tutto quello che ho fatto me lo ha dato mio figlio che in bilico tra la vita e la morte è riuscito a restare nella vita. Da quel giorno non ho più avuto paura di niente”.

L’amore per il figli, la sua forza”

Papà, operaio e infine imprenditore. Questa sera su Rai Uno andrà in onda la storia di Enzo Muscia che attraverso forza di volontà e coraggio è riuscito a dedicarsi a una battaglia che per molti era persa in partenza. La resilienza è quella capacità di un uomo di capovolgere il proprio destino, affrontare il proprio tragico destino e poi rialzarsi più forti di prima. A 27 anni Enzo lavorava per la filiale italiana della multinazionale francese A Novo fino a quando la stessa non dichiara, nel 2011, il fallimento. Muscia non vuole perdere tutti i sacrifici fatti in passato: ipoteca la sua casa per ottenere un finanziamento e rilevare l’azienda. La forza della sua determinazione? Il figlio Alessandro che in ospedale lottava per la vita dopo essere nato prematuro e con una malformazione. (Agg. Camilla Catalano)

“Voglio salvare un’altra azienda”

Dopo aver salvato la prima azienda in cui lavorava trasformandosi da operaio a imprenditore, Enzo Muscia non si è fermato e con il suo coraggio è riuscito a salvare una seconda azienda. Lo scorso anno, Enzo ha salvato il centro di assistenza Samsun a Torino. Un’altra scelta coraggiosa che Muscia rifarebbe. “Mi nutro nel dare posti di lavoro: mi sento ricco quando riesco a firmare qualche assunzione in più. La proposta mi è arrivata direttamente da Samsung e ho accettato subito”, ha spiegato ai microfoni di Libero. Enzo Muscia, però, non ha intenzione di fermarsi e sta pensando di salvare anche una terza azienda. “L’obiettivo è arrivare a 50 risorse umane: a oggi ho 10 dipendenti”, ha detto. Sulla fiction in onda questa sera “Il mondo sulle spalle”, dedicata alla sua storia, Muscia ha detto: “alcune parti sono un po’ romanzate come è giusto che sia altrimenti sarebbe un documentario. Per esempio: la scelta di ipotecare casa non è andata proprio così. La decisione è stata presa in condivisione con la mia compagna. Per il resto, la storia è molto fedele, soprattutto per quanto riguarda la parte lavorativa”, ha concluso (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

“Ho salvato l’azienda per la quale lavoravo”

Quella di Enzo Muscia è una straordinaria storia di riscatto: licenziato dalla sua azienda, è riuscito a rilevarla e a riassumere 35 dei suoi colleghi. L’imprenditore è stato ospite di Vieni da me, il programma di Rai 1 di Caterina Balivo in cui ha raccontato le tante difficoltà incontrate in questo percorso. Tanta commozione nel vedere lo spezzone del fiction “Il mondo sulle spalle” che racconta il momento in cui Enzo disse ai suoi colleghi di aver rilevato l’azienda: “Bel momento, è stato quello che ha segnato la ripartenza. Se ci dormivo su? No, quando sei dipendente hai sempre un capo. Oggi che sono proprietario dell’azienda ti rendi conto che hai tanti capi, che sono i collaboratori, i clienti, qualsiasi cosa fai la devi fare sapendo di avere responsabilità nei loro confronti”. Quest’anno Enzo Muscia è stato insignito dal Presidente della Repubblica del titolo di Cavaliere del Lavoro: “Premiato da Mattarella? Come si dice adesso? Tanta roba”. (agg. di Dario D’Angelo)

Enzo Muscia: “Mio figlio? Orgogliosissimo”

Enzo Muscia, protagonista della fiction “Il mondo sulle spalle” con Beppe Fiorello, intervistato da Caterina Balivo a Vieni da me ha raccontato il modo particolare in cui ha appreso di essere finito nell’elenco dei nuovi “eroi” scelti da Sergio Mattarella: “Torno a casa da Roma, vedo che è tutto spento, ho pensato fosse saltata la corrente nell’azienda. Sono entrato in ufficio e ho trovato tutti loro (i suoi collaboratori, ndr), con la maglietta con la scritta “Cavalier Muscia” e la firma di tutti i miei collaboratori. In azienda c’è un bel clima“. Trattiene a stento le lacrime Enzo Muscia dinanzi al videomessaggio inviatogli dai suoi “ex” colleghi: “Queste sono le cose che mi fanno sentire ricco dentro, il valore delle persone. Vedremo il film tutti insieme a Saronno. Mio figlio? Orgogliosissimo, mi segue, cerca su internet le notizie, la prossima volta lo porto“. (agg. di Dario D’Angelo)

Enzo Muscia: “Ho rilevato l’azienda che mi ha licenziato”

Beppe Fiorello interpreterà Enzo Muscia nel film Il Mondo sulle spalle, in onda su Rai Uno martedì 19 febbraio in prima serata. La storia è quella di un imprenditore eroe, di un uomo che, dopo essere stato licenziato dall’azienda per cui lavorava, è riuscito a rilevarla, salvando il suo lavoro e quello di tutti i suoi colleghi finiti improvvisamente in mezzo alla strada, o almeno, per ora, parte di essi. Enzo, infatti, ha già riassunto 40 dipendenti, ma ancora ne mancano 300 all’appello. Muscia racconta tutto questo nell’autobiografia che ha scritto, Tutto per Tutto (ROI Edizioni). L’imprenditore è attualmente il capo della A Novo Italia, figlia della precedente Anovo SpA, improvvisamente dichiarata fallita, nonostante le sue buone performance. “Ho dovuto impegnare tutto quello che avevo, casa compresa, a garanzia del finanziamento che mi è stato concesso dalla banca”, racconta a Vanity Fair. Con la liquidità che gli serviva, Enzo Muscia ha iniziato a riassumere i colleghi, inizialmente un po’ titubanti, probabilmente per sfiducia nei confronti della precedente gestione, ma piano piano le cose sono cambiate. Oggi la storia di Enzo Muscia è diventata un film TV che ha l’obiettivo di dimostrare come in Italia sia ancora possibile avere successo. “Servono coraggio e fatica, ma se si desidera veramente, alla fine, si riesce”, dice.

Beppe Fiorello su Enzo Muscia: “Cosa avrei fatto al posto suo?”

“Ho scoperto questa storia dopo il racconto del regista Nicola Campiotti. Mi sembra il momento giusto per raccontarla”, ha affermato Beppe Fiorello, che presterà il proprio volto a Enzo Muscia nel film TV che racconta la storia dell’imprenditore eroe dei nostri giorni. Calarsi nel personaggio di Enzo, per Beppe, non è stato semplice perché, confessa l’attore, comprendere come sia stato possibile per Muscia trovare tutto quel coraggio  è stato difficile. Enzo, tra l’altro, aveva anche un problema personale: era appena nato suo figlio, prematuramente, che aveva bisogno di cure e supporto. “Ha navigato in un mare agitato, un uomo tra due fuochi, ha tenuto l’impegno con la fabbrica e come padre”, ha detto Fiorello, che si è recentemente visto sul palco dell’Ariston per duettare con Paola Turci. “Mi sono chiesto cosa avrei fatto al posto suo”, ha spiegato l’attore, “Di mio ci ho messo la voglia di non mollare mai.” La stessa voglia deve aver caratterizzato anche Enzo Muscio, che ha perseguito il suo obiettivo ed è riuscito a coronare il suo sogno, facendo del bene non soltanto a se stesso, ma anche ai suoi colleghi lasciati, come lui, in piena disperazione.

Un modello da imitare

Venerdì 22 febbraio 2019 Enzo Muscia sarà ospite della Fondazione Villaggio dei Ragazzi per un incontro con gli studenti dell’Opera maddalonese. L’obiettivo dell’evento è quello di permettere a Muscia di raccontare ai ragazzi la sua storia e i momenti più difficili che ha dovuto attraversare, ma anche di lanciare un messaggio di forza e di speranza nel futuro. Enzo Muscia, che nel febbraio di due anni fa è stato insignito, da Sergio Mattarella, con l’onorificenza di Cavaliere del lavoro al merito della Repubblica, è orgoglioso di poter raccontare agli studenti di oggi questa “storia di resilienza e di fiducia, perché insegna che spesso le difficoltà si riescono a superare attraverso il coraggio e il sacrificio”, come ha dichiarato Felicio De Luca, Commissario Straordinario dell’Ente salatino. La pensa allo stesso modo anche Claudio Petrone, coordinatore scolastico degli Istituti Tecnici del Villaggio, nonché promotore dell’iniziativa: “È una storia positiva di economia cooperativistica che deve insegnare ai ragazzi che i sogni si possono realizzare laddove prevalga lo studio, la competenza, la solidarietà e il gioco di squadra”.

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