Pippo Franco e la Chiesa del futuro/ “Non serve una parabola per parlare con Gesù”

Pippo Franco analizza il rapporto tra Chiesa e tecnologia tra battute e riflessioni: “Non serve una parabola per parlare con Gesù”

19.02.2019 - Silvana Palazzo
pippo franco
Pippo Franco a Vieni da me

La tecnologia sull’altare: la chiesa 3.0 è al centro del dibattito a “La Vita in Diretta”. Catechesi in streaming, messe hi-tech e confessionali con riscaldamento e aria condizionata sono solo alcune novità della Chiesa del futuro. Ne ha parlato Pippo Franco in studio con Francesca Fialdini. «Io non nascondo una certa fibrillazione, ma il mondo è sempre andato così. Siamo esseri imperfetti, non c’è che un passo tra il paradiso e l’inferno. Basta un piccolo movimento della nostra mente», è la sua premessa. Pippo Franco ha raccontato di come è cambiata la quotidianità religiosa: «Alla messa della sera che frequento nei giorni infrasettimanali vedo diverse signore con lo smartphone in mano con le preghiere per seguirle bene». Ma poi fa una battuta delle sue: «Se vi dovesse suonare lo smartphone in chiesa, non rispondete: potrebbe essere il Signore che vi sta chiamando». Scherzi a parte, si dice sconcertato dal fatto che la tecnologia vada così veloce precorrendo i tempi.

PIPPO FRANCO E LA CHIESA DEL FUTURO

Ma Pippo Franco ha parlato anche delle insidie dietro la tecnologia. «Dentro c’è tutto e il contrario di tutto. La fede è un’altra cosa, quindi attenzione perché la fede parte da dentro», ha dichiarato a “La Vita in Diretta”. Anche in questo caso ha fatto una battuta: «Potrebbe uscire qualcuno convinto di parlare con Gesù attraverso la parabola». Ma alle battute scherzose si alternano riflessioni profonde: «Non siamo esseri umani alla ricerca di un’esperienza spirituale ma esseri spirituali alla ricerca di un’esperienza umana. Finché la tecnologia risponde a questo siamo salvi, quando diventa male facciamo attenzione». Ma che rapporto ha Pippo Franco con la tecnologia? «Con il mio telefonino coltivo rapporti straordinari di fede, ma bisogna saperlo gestire, se no finisce come a scuola…». Poi ha concluso il suo intervento con un suggerimento, quello a chiedere consigli. «Solo così si riesce ad andare avanti. Si nasce e si muore soli, tutto il resto va fatto con gli altri. E la persona più intelligente che ho conosciuto era analfabeta, Natuzza Evolo. Se veniva un tedesco parlava tedesco, se veniva un francese parlava francese…».



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