Andrea Bocelli/ “Io e la fede? Da ragazzo ero agnostico” (A Sua immagine)

- Dario D'Angelo

Andrea Bocelli e il suo rapporto con la fede: il grande tenore si racconta a don Davide Banzato in un’intervista per “A sua immagine”.

andrea bocelli
Andrea Bocelli con il figlio Matteo (Twitter)

Un’intervista molto toccante e intensa, come da previsioni, quella realizzata da don Davide Banzato ad Andrea Bocelli per “A Sua immagine”. Il tenore non ha negato la sua convinzione che qualcosa di più grande rispetto a questa terra esista:”Lo penso perché lo percepisco, non ho prove tangibili però ci sono mille fatti che mi convincono che quello che a me è accaduto e accade tuttora sia frutto di un disegno volto a mettermi nelle condizioni di esportare un messaggio così come stiamo facendo ora”. Bocelli ha poi raccontato:”Da ragazzo essere agnostico mi sembrava una posizione comoda da abbracciare. Dopo però si va avanti e ci si fa delle domande. Chi non si è mai interrogato sul senso della vita? Quando ti interroghi sul senso della vita ti fai delle domande, vai a cercare delle risposte e scopri tante cose. E io penso di aver scoperto che il caso non esiste: questo è stato il primo passo verso una totale riconciliazione con la fede”. (agg. di Dario D’Angelo)

BOCELLI INTERVISTATO DA DON DAVIDE BANZATO

Andrea Bocelli sarà il protagonista di una bella e delicata intervista in onda oggi nel corso di A sua Immagine, il programma di Rai Uno condotto da Lorena Bianchetti, in cui il grande tenore racconterà il suo percorso tra arte e fede in un dialogo dai connotati molto intimi con don Davide Banzato. L’occasione è dunque propizia per approfondire il rapporto con la fede di uno degli artisti più apprezzati e ispirati del panorama non solo italiano ma internazionale. Un discorso non banale, soprattutto alla luce di una cecità sopraggiunta quando l’artista aveva 12 anni di età. Una pallonata sugli occhi che per molti avrebbe potuto rappresentare un gancio in pieno volto, un colpo da k.o. dal quale sarebbe stato impossibile risollevarsi, ma non per Bocelli, che proprio grazie alla fede è riuscito a trovare il giusto equilibrio nella sua vita e di questo è grato ogni giorno.

BOCELLI E LA FEDE

Andrea Bocelli è consapevole del fatto che la fede, che sente e che vive giorno dopo giorno come parte integrante della sua personalità, non è un merito, ma un dono. Lo ha ben chiarito qualche tempo fa con un bel post su Instagram e probabilmente lo ribadirà anche oggi nel corso dell’intervista con don Davide:”La fede è un dono, ringrazio il Cielo per averlo ricevuto. Da parte mia cerco di custodirlo e arricchirlo giorno dopo giorno. Credo si tratti di un argomento cruciale nella vita di ogni uomo e personalmente sono felice di testimoniare la mia fede ovunque sia possibile”. Un pensiero ribadito anche in un’altra occasione durante un’intervista a Il Mattino:”Il caso non fa parte della vita, questa è una illusione. Il mio è anche un messaggio di fede, anche dietro alla mia vita, come dietro alla vita di ciascuno, io penso che ci sia una regia precisa. Anche il talento non è un merito personale ma un dono. Ogni vita è una storia a sé che risponde ad una regia precisa”.

BOCELLI, “LA MIA VITA COME TESTIMONIANZA”

Andrea Bocelli ama dunque parlare della propria fede. Sempre a Il Mattino, poco tempo fa, rilasciò delle parole molto significative sul suo modo di interpretare l’esistenza nel solco di una fede vissuta non solo come aspetto trascendentale:”La mia vita è servita se non altro a spiegare a me stesso che non c’è niente per caso nella vita. Il caso non esiste, è un’illusione di uomini superbi e senza legge che hanno sacrificato alla ragione le verità su cui tutto si regge”. Nel 2016, intervistato da “Credere”, Bocelli disse:”Alcuni interrogativi esistenziali, con l’età adulta, sono tornati, impellenti… Anche perché obiettivamente senza la fede è diffi­cile dare un senso alla vita. Senza la fede il nostro transito terreno è una tragedia annunciata che, nel migliore dei casi, termina con la vecchiaia, la malattia e la morte. Ho iniziato allora una ricerca perfino spasmodica, che alla fine, grazie a Dio, ha dato buoni frutti”.

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