Vigata esiste davvero?/ Parla Andrea Camilleri: “In realtà è Porto Empedocle…”

- Valentina Gambino

Vigata esiste davvero? La risposta è no. Ed infatti, il piccolo comune siciliano, è frutto della penna di Andrea Camilleri.

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Andrea Camilleri

Vigata esiste davvero? La risposta è no. Ed infatti, il piccolo comune siciliano, è frutto della penna di Andrea Camilleri, lo scrittore che ha creato la cittadina, per ambientare le indagini del commissario Salvo Montalbano. Anche “La stagione della caccia” in onda stasera sulla rete ammiraglia di Casa Rai, è ambientata nella Vigata di fine ‘800. Nel cast della fiction: Francesco Scianna, Miriam Dalmazio, Tommaso Ragno, Ninni Bruschetta, Giorgio Marchesi e Alessio Vassallo. Proprio il regista che ha diretto l’intero progetto, ha avuto modo di suggerire le diverse chiavi di lettura: “Da regista volevo un faro che mi guidasse nelle diverse scelte. La critica al patriarcato pervade tutto il film. Quando Camilleri mi ha dato la chiave del romanzo, ho avuto una sorta di guida durante le riprese. E poi “La stagione della caccia” mi ha veramente conquistato. È un romanzo che mi calza a pennello. Uno dei temi del romanzo è la follia e io sono un po’ pazzo”. Ma cosa possiamo scoprire maggiormente di questa cittadina inventata dal celebre scrittore siciliano?

Vigata esiste davvero? Parla Andrea Camilleri

Durante una intervista, lo stesso Andrea Camilleri ha dichiarato che Vigata in realtà è il cortile della scuola che ha frequentato da ragazzino. Proprio in quel luogo, nel corso delle pause scolastiche di metà mattina, ed all’uscita della scuola in attesa che passasse il corriere, gli scolari originari dei quartieri vicini, raccontavano le storie dei propri paesi. Dall’unione di questi racconti, è venuto fuori una sola “entità” che Camilleri ha battezzato come Vigata ispirandosi alla vicina Licata. “Vigàta in realtà è Porto Empedocle. Ora, Porto Empedocle è un posto di diciottomila abitanti che non può sostenere un numero eccessivo di delitti, manco fosse Chicago ai tempi del proibizionismo: non è che siano santi, ma neanche sono a questi livelli. Allora, tanto valeva mettere un nome di fantasia: c’è Licata vicino, e così ho pensato: Vigàta. Ma Vigàta non è neanche lontanamente Licata. È un luogo ideale, questo lo vorrei chiarire una volta per tutte”, ha confidato lo scrittore.



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