Beatrice Pizzorno, chi è/ La mamma di Fabio Rovazzi: “Claudio Baglioni più bravo di te”

- Carmine Massimo Balsamo

Siparietto al Festival di Sanremo tra Fabio Rovazzi e Beatrice Pizzorno: la madre del rapper ha ammesso di preferirgli Claudio Baglioni.

Beatrice Pizzorno e Fabio Rovazzi (Twitter)
Beatrice Pizzorno e Fabio Rovazzi (Twitter)

E’ biologa, riceveva ogni giorno un fiore dal figlio Fabio Rovazzi e questa sera è stata protagonista di un siparietto molto divertente al Festival di Sanremo 2019: parliamo di Beatrice Pizzorno, la madre del giovane cantante. Il cantante è stato ospite all’Ariston e ha preso parte a uno sketch che lo vedeva subentrare momentaneamente a Claudio Baglioni come direttore artistico, anzi come “distruttore” artistico, e chiedendo un giudizio a pubblico si è soffermato su una donna della platea. Chiedendo chi fosse meglio tra lui e Baglioni, la donna non ha avuto dubbi: preferenza per Baglioni. Solo dopo si è scoperto che in realtà era proprio la madre di Rovazzi, con il cantante di “Andiamo a comandare” che ha rimarcato ironicamente il fatto che neanche il genitore fosse dalla sua parte, nonostante l’accordo preso prima di entrare in scena.

BEATRICE PIZZORNO, SIPARIETTO A SANREMO CON IL FIGLIO

Lo sketch ha strappato le risate degli spettatori presenti al Teatro Ariston e anche sui social network è stato molto apprezzato: «Il momento più divertente di questo Festival, la madre di Rovazzi, il direttore d’orchestra che se ne va, Fausto Leali che spoilera Fausto Leali vincitore», «Rovazzi cuore di mamma tua». Recentemente intervistata dal Corriere della Sera, Beatrice Pizzorno ha rivelato: «Quando ha deciso di lasciare la scuola, al quarto anno del Liceo artistico, è stato un momento di rottura tra noi. Per me era tassativo che finisse almeno le superiori. Soltanto dopo ho capito che aveva delle urgenze creative impellenti». Sulla sua carriera da cantante: «Compose la prima “opera” alle elementari, quando suonava il pianoforte. Si mise lì, prese un foglio con il pentagramma e scrisse un pezzettino a due mani che aveva un suo senso, era orecchiabile».



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