DON DAVIDE BANZATO/ Video, “ecco cosa ho visto in Chiara Amirante” (Che tempo che fa)

- Dario D'Angelo

Don Davide Banzato ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. Disse, “tutto ma mai prete”: eppure adesso è uno dei volti puliti della Chiesa italiana.

don davide banzato
Don Davide Banzato (foto Facebook)

Insieme a Chiara Amirante, fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti nonché ideatrice della “spiritherapy” ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa è stato anche don Davide Banzato, il prete della tv che proprio grazie a quella che è stata ribattezzata “influencer cattolica”è tornato sul cammino della fede:”Io sono arrivato in comunità a 18 anni perché avevo visto in Chiara qualcosa che desideravo anch’io: questa gioia. Ho capito che i ragazzi che venivano dalla strada potevano essere la migliore università in cui potevo crescere: nessuna laurea poteva darmi quello che ho imparato da loro”. Nel corso dell’intervista si è parlato anche del dramma degli abusi sui minori: “Sono un sacerdote che confessa, le confidenze sono tra i 7-8 ragazzi su 10 che hanno subito un abuso. Il problema è che una persona diventa “disabile” nell’amore per sempre, a meno che non intraprenda un percorso terapeutico. (agg. di Dario D’Angelo)

DON DAVIDE BANZATO

Don Davide Banzato ha l’immagine del ragazzo pulito che ogni mamma desidererebbe per la propria figlia: ma ormai la frittata è fatta, il suo matrimonio con Dio è indissolubile. Sarà lui l’ospite della puntata di oggi di Che tempo che fa, il talk della domenica sera di Rai Uno condotto da Fabio Fazio. Ma chi è don Davide? Parliamo del giovane prete della tv, impegnato attualmente su Rete 4 con “I viaggi del cuore”, su Rai Due con “La via di Damasco” e protagonista di una rubrica su Rai Uno nel programma del sabato “a Sua immagine”. Come si può leggere sul suo sito ufficiale, don Davide è nato a Padova il 17 febbraio 1981 ed è stato ordinato sacerdote il 23 settembre 2006. Si è laureato in teologia con specializzazione in morale con una tesi sul tema “La sequela nel pensiero di Bonhoeffer”. Oggi don Davide è “un sacerdote dell’Associazione internazionale “Nuovi orizzonti” fondata da Chiara Amirante, dove dal 2000 al 2017 ha seguito l’Area Evangelizzazione, prevenzione e sensibilizzazione e dal 2010 è Assistente Spirituale Generale di Nuovi Orizzonti. Collabora con diverse testate nazionali e locali tra cui “Famiglia Cristiana” dal 2017 e il “S.I.R.” dal 2018. Collabora con alcuni Dicasteri pontifici per eventi specifici. Dal 2016 è stato nominato “Missionario della Misericordia” da Papa Francesco”.

DON DAVIDE BANZATO E IL SEMINARIO

Occhio però a pensare che nella vita di don Davide Banzato, nel suo rapporto con Dio, tutto sia filato liscio. In un’intervista di qualche tempo fa a Papaboys, il prete della tv ha raccontato:”Fin da piccolo non escludevo il sacerdozio e non volevo sprecare la mia vita. Da chierichetto andavo ai weekend vocazionali in seminario e là sono stato attratto da un pallone di calcio. Soltanto dopo mi sono reso conto che la vita lì era un’altra cosa. Un modello educativo non al passo coi tempi. Si interrompeva il rapporto con la famiglia incontrandola solo due volte al mese. Si viveva in camerate, era obbligatorio frequentare solo il liceo classico, le regole erano molto rigide”. Decisivo fu l’incontro con Chiara Amirante:”Chiara era stata invitata per una sua testimonianza nella sede estiva a Borca di Cadore. Mi colpì la luce che aveva negli occhi. La notte divorai il suo primo libro Stazione Termini e sentii una spinta a seguirla. Il mattino dopo la cercai. Le dissi che avevo capito che la mia vita era a Nuovi orizzonti. Avevo 14 anni. Ero un bambino. Eppure non mi disse di no. Mi spiegò che il progetto che Dio ha su ciascuno di noi è come un puzzle che dobbiamo realizzare avendo la pazienza di mettere un tassello alla volta. E che solo così alla fine possiamo vedere il quadro meraviglioso pensato per noi. (…) Avevo capito che dovevo restare dov’ero. Affrontai un nuovo anno in seminario tenendo una corrispondenza con lei e vivendo le mie prime esperienze di evangelizzazione di strada alla stazione di Padova. Poi il fuoco si spense. Arrivai a perdere i contatti con Chiara. Fino alla decisione di uscire dal seminario. Sbattei la porta urlando a Dio: “Adesso voglio vedere se esisti! Farò il contrario di quello che mi hanno insegnato… se ci sei sentirò la tua mancanza, se andrò avanti lo stesso, io non ho bisogno di te! Sono io il dio della mia vita!”. Giurai con rabbia: “Tutto ma mai prete! Potrò fare di tutto nella vita, ma ti giuro, mai farò il prete!””.

DON DAVIDE BANZATO: “TUTTO MA MAI PRETE”

Da quello sfogo, da quel “tutto ma mai prete”, per don Davide Banzato il mondo si è capovolto: “Non ho esagerato, non mi sono mai drogato, pur essendo a rischio. Mi ha salvato la paura. Ma le tenebre dell’anima le ho sperimentate. Ho vissuto il “fai ciò che vuoi” raccogliendo nel mio cuore la morte dell’anima. Dopo aver toccato il fondo ho chiesto aiuto al Signore e in quello stesso giorno ho incontrato una ragazza di Nuovi orizzonti che mi invitò a una giornata di spiritualità. Presi subito il treno per Roma e reincontrai Chiara. Sono rimasto folgorato dalla gioia che i ragazzi avevano, respirando un clima di famiglia e non capendo chi fosse l’operatore e chi il tossico. A Chiara chiesi come poter avere la sua stessa gioia. Lei mi disse che il segreto era vivere il Vangelo. Le risposi che di vangeli ne avevo sentiti troppi. Lei insisteva: “Sicuramente ne hai sentiti, qualche volta ascoltati, ma mai vissuti. Perché il Vangelo non è un libro come gli altri che puoi mettere solo sul comodino. Realizza le sue promesse nella misura in cui lo provi a vivere alla lettera”. Don Davide racconta:”Sono stato fidanzato per tre anni e avevo deciso di vivere con promessa di povertà, castità, obbedienza e gioia come la maggior parte dei consacrati laici o sposati a Nuovi orizzonti. Però una sera, mentre pregavo in cappellina, ho sentito fortissima una spinta interiore verso il sacerdozio. Così sono corso da Chiara piangendo disperato. Lei mi tranquillizzò dicendomi che Dio non vuole la nostra infelicità e, dunque, che non mi avrebbe chiesto qualcosa che mi avrebbe reso infelice. È stato un cammino lungo e lento per passare dalla mia alla sua volontà, fidandomi totalmente”.



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