Giuseppe Cruciani/ “Italia fascista e razzista? Operazione di propaganda”

Giuseppe Cruciani a tutto tondo sul mondo politico: dal voto a M5s e Lega passando per crisi di governo, fino alla Tav e al razzismo.

giuseppe cruciani scherzi a parte
Giuseppe Cruciani

Giuseppe Cruciani a 360°: il conduttore de La Zanzara, programma in onda su Radio 105, il giornalista ha commentato i fatti politici di oggi ai microfoni de La Verità. «Sicuramente meglio cadere per la Tav che non per l’Europa, le poltrone, o le inchieste giudiziarie. Se non altro sarebbe un motivo serio», l’esordio di Cruciani, che si sofferma poi sulla Torino-Lione: «Di certo non ha senso bloccarla per partito preso. Se inizi a scavare un buco per farci correre un treno, poi il progetto lo devi terminare». Una battuta sul reddito di cittadinanza, provvedimento bandiera del M5s: «Un grande dispendio di soldi e di energie. Inps, carte bollate, navigator. Prevedo grandi casini burocratici. Tutto ciò che è organizzato dallo Stato per creare lavoro non porta mai niente di buono».

“RAZZISMO? OPERAZIONE DI PROPAGANDA”

Prosegue Giuseppe Cruciani, parlando delle elezioni europee di maggio e di chi voterà: «Non lo so. In passato ho votato un po’ di tutto. Berlusconi, i radicali, i liberali, una volta il Pd. Nel 2013 i Cinque Stelle e nel 2018 la Lega. Pentito? No, pentirsi è ridicolo. C’è ancora gente convinta che il voto ti segna per la vita, o come direbbe Parenzo, “il voto allude al tuo mondo culturale di riferimento”. Una puttanata pazzesca. Per me il voto inizia e finisce in cabina elettorale. Se per una volta scelgo Lega non vuol dire che ho la ruspa in garage e voglio dar fuoco agli immigrati». Una battuta sull’allarme razzismo: «Ognuno è libero di manifestare. Però su questa storia del razzismo stiamo assistendo alla più grande operazione di propaganda mediatica degli ultimi vent’anni. Basta un singolo caso, anche non confermato, o una scritta sul muro fatta da non si sa chi, come è accaduto a Melegnano, è immediatamente risuona l’allarme democratico. Se in Italia c’è un rischio razzismo, allora in Francia dev’esserci l’esercito per le strade».



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