Il collegio 2019, ultima puntata/ Matias Caviglia: “esperienza che mi porterò dentro”

- Rossella Pastore

Il collegio 3: si tirano le somme, a poche ore dalla fine del programma. Recap e annotazioni sul reality show di Rai 2.

Il cast de Il collegio 3
Il cast de Il collegio 3

Matias Caviglia è stato uno dei protagonisti de Il collegio 3. Il ragazzo, pur avendo sostenuto l’esame finale, non è riuscito a portare a casa l’attestato. “Ha fatto un disastro”, ha detto il preside ai genitori del ragazzo. L’esperienza per Matias è stata comunque formativa come ha spiegato lui stesso in un’intervista rilasciata ai microfoni di Fanpage. Ripercorrendo tutto il suo percorso, Matias ha detto: “Non c’è stato un momento difficile in particolare, ma una cosa che mi è dispiaciuta è che, non sempre, sono riuscito ad esprimermi come avrei voluto. I momenti più belli sono stati quelli con la Gang del Pelo, le cose che abbiamo fatto insieme. Comunque, ringrazio tutti, compagni e professori, per questa bella esperienza che mi porterò dentro per sempre”, ha spiegato il ragazzo che, tra tutti i professori elegge la “sua Petolicchio” la preferita. Tra i compagni, invece, con qualcuno è nata una vera amicizia: “Ho legato molto con Michael Gambuzza, Youssef Komeiha, Luca Cobelli e Gabriele De Chiara, nonostante alcune incomprensioni avute con quest’ultimo. Con altri ho legato meno perché lontani dal mio modo di essere ma in realtà non c’è stato nessuno che non mi andava a genio”, conclude (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

Il collegio 3: migliori e peggiori

Il collegio 3 si è ufficialmente concluso. Nonostante qualche scivolone (per alcuni, proprio sul finale), quasi tutti sono riusciti a portare a casa il diploma. Lorenzo Tosi e Beatrice Cossu si sono distinti per le loro pagelle, guadagnando il titolo di “studenti modello” della classe 1968. Niente da fare per Noemi Ortona: l’aspirante prima della classe si è fatta soffiare l’attestato di merito. “Non importa, so che lei ci teneva di più”, liquida dopo il verdetto. Ma se Bea è la migliore, Luca Cobelli è all’estremo opposto. Chi la fa l’aspetti, d’altronde: proprio Luca ha apostrofato Bea “cicciona”, attirandosi le antipatie di tutto il gruppo. “Queste cose non si dicono alle ragazze”, si è subito schierata Giulia. C’è chi fa il bullo coi suoi coetanei, ma anche chi osa coi professori. È il caso di Cora (e poi Marilù) Fazzini: la gemella-“diavolo” litiga con il professor Raina e viene spedita dal preside. Marilù si rifiuta di lasciarla andare, asserendo che “senza di lei non si muove”.

Il collegio 2019: le (mancate) espulsioni

Per Giulia Mannucci è una reazione esagerata: non si può oltraggiare un insegnante e pretendere che non reagisca. La punizione delle gemelle è giusta e inevitabile, dato che entrambe sono irremovibili. L’atteggiamento di Cora non è mai piaciuto al preside, che l’ha sempre tenuta sotto stretta osservazione. Il passo falso, alla fine, l’ha fatto: non avrebbe mai dovuto mancare di rispetto al professore. Per questo viene rispedita a casa e – con lei – la sua gemella. Tra Matias e Gabriele non ci sono legami di sangue. Eppure i due sono realmente inseparabili, tanto che come si muove uno si muove anche l’altro. I compagni gli definiscono “burattino e burattinaio”, perché Matias non si muove, se Gabriele non glielo “ordina”. Nonostante la minaccia dei sorveglianti, i due se la cavano ed evitano l’espulsione.

Uguali e diversi

Le divise non sono riuscite a omologare e omogeneizzare la classe de Il collegio 3. Anzi – quasi per reazione – il gruppo ha teso a frammentarsi e “diversificarsi” in maniera sempre più netta. Poco prima degli esami si tirano le somme, e la parola passa agli stessi alunni. Non è un caso che molti citino la “diversità”: “Per essere diversa devi essere te stessa”, ammonisce Jennifer. “Grazie, mamma, che mi hai fatto un po’ diverso”, commenta Esteban.“Sii te stessa, fai la differenza”, invita Alice. E poi Giulia: “Son le persone a fare la differenza, perché senza amicizia, qua, sarei stata persa”. Infine c’è Cicerone, per cui “si può vivere senza acqua e fuoco, ma non senza amicizia”. Sarebbe meglio dire: si può sopravvivere con acqua e fuoco, ma per vivere occorrono gli amici.

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