PIER LUIGI BERSANI/ Video, “Ecco chi era Bettino Craxi…” (La Confessione)

Pier Luigi Bersani ospite a La Confessione su Nove: Pd, sinistra, Europee e Via della Seta. Nuovo “patto” dem-M5s per l’immediato futuro?

15.03.2019, agg. alle 16:07 - Niccolò Magnani
Pier Luigi Bersani a "La Confessione
Pier Luigi Bersani a "La Confessione" (Facebook Nove)

Pier Luigi Bersani torna a parlare e lo fa tramite il microfono de La Confessione di Peter Gomez. Ecco alcune delle sue parole prima di vedere la puntata completa stasera su Nove: “Bettino Craxi è stata una figura molto complessa. I guai con la giustizia li ha avuti e se li è anche meritati. Stiamo parlando di un combattente politico che non va ridotto né in un modo né nell’altro. Posso solo dire una cosa che non ho mai rimpianto la Prima Repubblica“. Sicuramente il politico è un personaggio interessante e dalle mille sfaccettature, per questo l’appuntamento di stasera diventa interessante e ci può regalare delle riflessioni sull’attuale Governo ma anche su quella che è la storia del nostro paese di cui ha fatto e fa ancora parte. Bersani risponderà a molte domande complicate e si parlerà di diversi personaggi interessanti come appunto Bettino Craxi. Clicca qui per il video. (agg. di Matteo Fantozzi)

PIER LUIGI BERSANI, un ex premier “mancato”

Un ex premier “mancato” intervistato questa sera a “La Confessione”, il programma-intervista nel salotto di Peter Gomez (ore 22.45 su “Nove”): si tratta ovviamente di Pier Luigi Bersani, ex Ds e soprattutto ex Pd di cui è stato Segretario (vincendo la prima sfida alle Primarie contro Matteo Renzi) prima di rompere definitivamente e uscire in maniera “drammatica” proprio per dissidi con la gestione renziana. Ha creato LeU assieme a Roberto Speranza e Massimo D’Alema ma il fallimento di una “federazione di sinistra” alternativa al Partito Democratico durante le Elezioni del 4 marzo lo hanno di fatto tenuto in “stallo” per oltre un anno: ora però alla guida dei dem c’è Nicola Zingaretti e proprio su questa “nuova figura” la sinistra spera e crede in una rifederazione, estromettendo l’ala centrista-renziana. Proprio da questo, molto probabilmente, Gomez partirà per l’intervista odierna nella Confessione: dal lavoro al reddito di cittadinanza, uno degli altri temi “forti” dell’ex segretario dem è quello “Ius Soli” mai approvato dal “suo” Pd e che di recente ha raccontato essere un rimpianto. «Se fossi al governo farei subito lo Ius Soli. L’80% degli italiani è contrario? Non me ne frega niente!», attaccava giorni fa a Quarta Repubblica proprio Bersani, avendo Salvini nel suo mirino ma anche i governi passati di colore Pd «I barconi non ci sono già con Minniti, problema è che abbiamo 600mila irregolari, dove ci sono i buoni, i meno buoni e i cattivi».

VIA DELLA SETA, NUOVO “PASSO” VERSO IL M5S?

Interessante è invece quanto Pier Luigi Bersani ha spiegato giusto ieri in una intervista a Radio Radicale in merito al grande tema della Via della Seta (l’alleanza strategia tra la Cina e vari Paesi nel mondo a cui l’Italia mira per un possibile ingresso imminente, ndr) che così tanto scuote la politica italiana: «Vicenda Italia-Cina? Credo che ci sia stato un limite nell’azione di governo, perché ci troviamo a essere più esposti politicamente, pur essendo quelli che in Europa hanno fatto meno affari con la Cina. Questo è molto curioso» raccontava ieri il deputato di Liberi e Uguali intervistato da Lanfranco Palazzolo. Al netto delle critiche “di rito” al Governo, il passo provato da Bersani è alquanto interessante: esattamente in quel 2003 con il famoso “streaming” poi naufragato quasi subito, un “passo” verso possibili alleanze col M5s potrebbe rappresentare un’altra prova del progetto di “sinistra allargata” che da Zingaretti fino a Fratoianni potrebbero dialogare in futuro (prima o dopo le Elezioni Europee?) con l’ala sinistra del M5s. Tutti contro Salvini insomma, e contro Trump come ancora Bersani ieri sottolineava «Dobbiamo fronteggiare un Trump che è campione di farsi gli affari in casa sua. Dobbiamo sentire le perplessità di una Ue fatta di Paesi, come la Germania e la Francia, che hanno enormemente più rapporti economici, commerciali e di investimento con la Cina. E ci troviamo singolarmente esposti. Suggerirei comunque di far valere il criterio di non offendere un orientale».

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