Elenoire Casalegno e la figlia Swami/ “Quando rimasi incinta ero convinta che…”

- Silvana Palazzo

Elenoire Casalegno e la scelta di Swami come nome per la figlia: “Quando rimasi incinta ero immersa nell’induismo ed ero convinta che…”

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Elenoire Casalegno a La Vita in Diretta

Elenoire Casalegno parla di Swami, la figlia avuta dalla relazione con Rocco Maurizio Anaclerio, in arte Dj Ringo. Lo ha fatto a La Vita in Diretta, dove si è presentata subito con una battuta. «Mi aspettavo che ci accogliessi con le frittelle di San Giuseppe e invece niente…», ha detto subito a Tiberio Timperi. Poi ha spiegato la scelta di dare un nome così insolito alla figlia. «Potevo dare un nome comune io che mi chiamo Elenoire? È sanscrito, significa “signore, maestro, colui che ti indica la strada”. In quel periodo mi ero tuffata nell’induismo, poi sono riemersa e ho trovato l’equilibrio». Elenoire Casalegno ha spiegato di essersi preparata in anticipo, del resto era convinta che sarebbe stata femmina, proprio come accade a molte donne. «Quindi non ho detto nulla e poi ho proposto che fossi io a scegliere il nome se fosse stata femmina. E poi ho avuto la certezza», ha raccontato a La Vita in Diretta.

ELENOIRE CASALEGNO E LA FIGLIA SWAMI

Dando il nome Swami alla figlia Elenoire Casalegno non ha lanciato una moda, come invece è accaduto per altri vip. In Italia ci sono solo venti Swami. Lo ha rivelato Tiberio Timperi a La Vita in Diretta. «Avete fatto una ricerca, eh?», ha scherzato la conduttrice radiofonica. «Sono convintissima di questa scelta – ha poi aggiunto – Negli ultimi anni ho incontrato molte persone che mi hanno detto di aver chiamato le loro figlie Suami. Il primo è stato Miccoli». Ma a La Vita in Diretta ha parlato anche del suo nome, perché Elenoire è comunque insolito, seppur non quanto quello di sua figlia Swami, che il pubblico ha conosciuto quando ha partecipato al Grande Fratello Vip. «Elenoire è fiammingo antico, era il nome della bisnonna». L’ex gieffina ha ricordato quanto fosse insolito quando è nata dare nomi stranieri ai bambini. «Non eravamo abituati, quindi il parroco della chiesa che frequentava la mia famiglia decise che dovevo essere battezza col nome di Eleonora, non Elenoire, allora mia madre decise di aspettare».



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