RUPERT EVERETT E’ L’INQUISITORE BERNARDO GUI/ “Non mi fido di Papa Francesco”

- Emanuele Ambrosio

Rupert Everett è l’inquisitore Bernardo Gui ne “Il nome della Rosa” e spara a zero sulla Chiesa: “nel Medioevo, era più terribile dell’Isis”

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Rupert Everett (web)

Rupert Everett

è uno dei protagonisti della fiction evento “Il nome della Rosa” in onda da lunedì 4 marzo 2019 in prima serata su Rai1. L’attore britannico interpreta il personaggio del terribile inquisitore domenicano Bernardo Gui e per l’occasione ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair in cui ha raccontato senza mezzi termini tutti i suoi dubbi sulla Chiesa Cattolica e su Papa Francesco. “Provo piacere a mostrare il lato oscuro di un’istituzione che detesto” ha detto l’attore britannico che senza peli sulla lingua si è espresso in maniera molto critico sulla situazione della Chiesa cattolica. Non solo, Rupert ha ricordato un momento molto difficile della sua infanzia: “a 7 anni i miei genitori mi hanno spedito ad Ampleforth, austero monastero benedettino”, un momento che ha visto nascere in lui il desiderio di mettere in moto una crociata contro la cultura in cui è cresciuto e in particolare contro la Chiesa cattolica.

Rupert Everett: “la Chiesa nel Medioevo, era più terribile dell’Isis”

Non ha paura di esporsi Rupert Everett che parlando della Chiesa Cattolica ha detto: “nel Medioevo, era più terribile dell’Isis e che, tutt’oggi, mi vedrebbe volentieri all’inferno per il solo fatto di essere gay”. Non solo, l’attore ha raccontato di non essere rimasto stupito degli scandali sessuali scoperto all’interno del Vaticano ne tantomeno di come la Chiesa sia stata descritta come una comunità omosessuale: “Non ho dubbi che lo sia, con orge e prostituzioni annesse” ha sentenziato l’attore. Rupert ha poi raccontato: ““Quando passo da Roma, ceno in un ristorante molto frequentato dal clero. Preti e seminaristi ordinano menu da cinque portate: mangiano, bevono, spendono, spandono. Farebbero meglio a seguire l’esempio di Gesù, donare tutto in beneficenza e vivere in povertà” puntando il dito contro la ricchezza della casta sacerdotale.

Contro Papa Francesco: ” è un uomo di marketing”

La crociata di Rupert Everett contro la Chiesa Cattolica colpisce anche Papa Francesco su cui ha detto: “Non mi fido di lui: fa tanti bei proclami e poi li disattende. Mi sbaglierò ma, secondo me, è un uomo di marketing. Quasi preferivo il precedente. Al tempo lo detestavo per il suo conservatorismo. Ma almeno era autentico”. L’attore parlando di Papa Francesco e Papa Benedetto XVI coglie l’occasione anche per lanciare una frecciata all’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America:”E’ un po’ quello che provo nei confronti del presidente degli Stati Uniti: ora che c’è Trump rimpiango Bush. Immagino che anche voi italiani proviate la stessa nostalgia per Berlusconi, adesso che governa Salvini”. Infine l’atto ha raccontato di essere stato estromesso dal monastero benedettino perchè rubava i costumi per vestirsi da donne per vedere le partite di rugby, ha precisato di non essersi pentito di aver fatto coming out nonostante questa sua decisione l’abbiano fatto escludere dalla possibilità di interpretare James Bond sul grande schermo.



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