Carlo Conti/ “Mio figlio Matteo viene prima di tutto, prima ero preso solo da me”

- Silvana Palazzo

Carlo Conti papà a tempo pieno prima di tornare in tv, ma le priorità sono chiare per il conduttore. “Mio figlio Matteo viene prima di tutto, prima ero preso solo da me”

carlo conti francesca vaccaro instagram
Carlo Conti e la moglie Francesca Vaccaro (Foto: Instagram)

Carlo Conti papà a tempo pieno prima di tornare in tv. Il conduttore dal 22 marzo sarà al timone del programma televisivo “La Corrida”, inventato da Corrado. Poi presenterà i David di Donatello. Ora però si gode la famiglia, la moglie Francesca Vaccaro e il figlio Matteo. E proprio del primogenito ha parlato in una lunga intervista rilasciata al magazine Oggi. «Fino a sette-otto anni fa, nella mia classifica c’ero io, poi veniva il lavoro, poi il resto. Ora, in cima a tutto c’è mio figlio, seguito dalla mia famiglia, poi arrivo io e solo dopo il lavoro». Le priorità di Carlo Conti sono cambiate dall’8 febbraio 2014, quando è nato il primogenito. Il conduttore non rimpiange il fatto di averlo avuto tardi. «A 30-40 anni ero molto preso da me, non avrei saputo fare il padre come lo sto facendo». L’ex speaker radiofonico ha anche confessato l’emozione che prova ogni volta che Matteo lo chiama “babbo”. Quella è una parola molto particolare per lui. «È una parola che non ho mai detto in vita mia, perché il mio babbo è mancato quando avevo 18 mesi».

CARLO CONTI “MIO FIGLIO MATTEO VIENE PRIMA DI TUTTO”

Ora invece “babbo” è la parola che sente dire di più: «Matteo mi chiama settemila volte al giorno. Sto recuperando il rapporto con quella parola che nell’infanzia mi è mancata», ha raccontato Carlo Conti ai microfoni di Oggi. Per quanto riguarda il lavoro, il conduttore preferisce tenersi lontano dalle polemiche sui rapporti tra Rai e politica. «Faccio il giullare, il varietà, quindi anche se cambiano i governi e ci sono polemiche, dal mio punto di vista non cambia nulla. Qualunque sia il governo, l’intrattenimento rimane intrattenimento». Ma Carlo Conti ha le idee chiare in merito al fatto che certe volte le polemiche assumono toni esagerati. «È tutto il sistema a essersi incattivito, il nostro modo di vivere, i social. Dovremmo tutti tornare un po’ bambini, imparare da loro a non prendere tutto così sul serio. Abbiamo perso la capacità di ascoltare, siamo sempre tutti contro tutti, sempre schierati».



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