Nicola Brunialti/ Autore di Ciao Darwin e nipote di Manzoni: “Noi, così diversi…”

- Valentina Gambino

Nicola Brunialti, il 46enne romano “imparentato” con Alessandro Manzoni, racconta cosa significa lavorare come autore di Ciao Darwin.

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Paola Saulino e Paolo Bonolis a Ciao Darwin
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Nicola Brunialti, il 46enne romano “imparentato” con Alessandro Manzoni, racconta tra le pagine di Spy, cosa significa lavorare come autore di Ciao Darwin. Si parte spiegando immediatamente la celebre parentela, giusto per sciogliere ogni dubbio. “La mia bisnonna paterna aveva per nonna Sofia Manzoni, la figlia del grande letterato milanese”.  Brunialti, oltre che come autore per TV e pubblicità, fa anche lo scrittore. Il 16 aprile arriva in libreria il romanzo “Il paradiso alla fine del mondo” (Sperling & Kupfer), in cui immagina che il continente ricco sia l’Africa e dall’Europa partano viaggi della speranza per migrare lì al sud. A scuola oppure per lavoro, non ha mai utilizzato la carta del “nonno” Manzoni per giocarsela alla grande: “Mai! A scuola ero terrorizzato all’idea che poi facessero sempre leggere a me in classe il testo dei Promessi sposi. E poi non volevo creare aspettative troppo alte. Per non rischiare, mi rivelavo solo all’ultimo anno: terza media, quinta liceo”.

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Nicola Brunialti, il nipote di Manzoni a Ciao Darwin

Nicola Brunialti nel corso dell’intervista, spiega la grande capacità di Paolo Bonolis “nel mischiare linguaggio alto e spettacolo leggero”. Successivamente confida che nel backstage di Ciao Darwin si divertono moltissimo, anche se “per tutto questo c’è tanto lavoro, tanta attenzione, tanta scrittura”. Proprio con il lavoro di gruppo, si arriva alla leggerezza del far ridere anche perché altrimenti “sarebbe roba becera”. Far ridere per l’autore TV è una vera “dichiarazione d’amore, un miracolo positivo che riempie la vita”. Il suo nuovo romanzo arriva dopo 15 libri per ragazzi e di incontri con gli studenti nelle scuole, che fanno sorridere ma anche riflettere. Ed infatti nei suoi manoscritti, parlava di adolescenti con “difetti di fabbrica” che dovevano fare i conti con un mondo che si cura esclusivamente dell’immagine. Anche lui per esempio, è pieno di tatuaggi, cosa penserà il suo severo antenato? “Chissà… in effetti siamo molto diversi!”.

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