Barbara Boncompagni, la morte di papà Gianni due anni fa/ “Lui si divertiva molto”

Barbara Boncompagni: a due anni dalla morte del grande Gianni, il ricordo della figlia a Storie Italiane

Barbara Boncompagni a Storie Italiane
Barbara Boncompagni (Rai)

Due anni fa moriva il grande Gianni Boncompagni, uno degli autori e produttori più noti e più talentuosi della storia della televisione e della musica italiana. Era il 16 aprile del 2017 e oggi, a esattamente 24 mesi da quella data, la figlia più piccola, Barbara, è stata ospite presso gli studi di “Storie Italiane”, noto programma di Rai Uno: «E’ stato un padre molto bravo – esordisce nell’intervista – noi eravamo molto piccole quando i miei si sono separati, un anno io, e 3 e 6 anni le mie sorelle, lui si è tirato su queste bambine da solo. Sai, a quei tempi potevi metterle in collegio, darle ai nonni, ma è stato invece coraggioso, ovviamente con qualche aiuto… sempre con la chiave dell’ironia, che è sempre stata una costanza nella nostra vita». Barbara ammette comunque di non essere malinconica ne triste: «Questi due anni senza di lui? Non c’è tristezza, ha lasciato un sacco di cose nell’aria, a cominciare dalla musica, e poi i modi di vivere, di essere, i modi di dire… non ti so spiegare bene ma non c’è tristezza». La Boncompagni ammette di avere avuto un rapporto speciale con suo padre, che del resto era un artista: «Una volta l’ho lasciato da solo con mio figlio e si è mangiato tutta la Nutella».

BARBARA BONCOMPAGNI OSPITE A STORIE ITALIANE

Fra i successi più noti del compianto Gianni Boncompangi, vi è senza dubbio “Non è la Rai”, il primo programma di Mediaset del noto autore dopo anni di Rai, che ha lanciato moltissime ragazze nel mondo dello spettacolo, a cominciare da Ambra Angiolini, oggi affermata attrice: «Lui si divertiva molto – racconta la figlia parlando dell’esperienza di inizio anni ’90 – ma lui ha fatto una vita pazzesca, piena di successi, si è divertito molto, ha scritto e fatto tante cose». Barbara Boncompagni, anch’essa autrice, ha voluto congedarsi ringraziando Eleonora Daniele per averla ospitata e ricordando come il padre abbia fatto tutto in maniera estremamente professionale ma con estrema “leggerezza”.



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