RICCARDO MUTI/ “Da bambino odiavo fare solfeggio, poi…” (A raccontare comincia tu)

- Valentina Gambino

La nuova puntata di “A raccontare comincia tu”, torna questa sera sulla terza rete di Casa Rai con Raffaella Carrà. Ospite speciale dell’appuntamento, il direttore d’orchestra Riccardo Muti.

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Interessante chiacchierata quella tra Riccardo Muti e Raffaella Carrà nel nuovo appuntamento di “A raccontare comincia tu”. Il maestro ripercorre la sua carriera nella musica e ammette che, all’inizio, non era affatto portato. A Raffaella Carrà infatti racconta: “Non mi piaceva proprio fare solfeggio. Infatti poi quando mi chiedevano di dire quali fossero le notte io le dicevo a caso. Stavo per smettere, il maestro diceva non fossi portato. Mia madre però decise di farmi studiare un ultimo mese”. Fu proprio in quel mese che per Muti cambiò tutto. “Un giorno andai a scuola e sapevo riconoscere tutte le note, accadde tutto in una notte, non lo so com’è successo. È vero che a volte le madri hanno un sesto senso talvolta.. e così è stato per mia madre” ammette il direttore d’orchestra. (Aggiornamento di Anna Montesano)

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UN ELEMENTO IN COMUNE CON LA CARRÀ

La nuova puntata di “A raccontare comincia tu”, torna questa sera sulla terza rete di Casa Rai con Raffaella Carrà. Ospite speciale dell’appuntamento, il direttore d’orchestra Riccardo Muti. Proprio la conduttrice, intervistata per Il Giornale, ha raccontato di quanto soggezione gli ha messo (in maniera inconsapevole) il maestro. “Riccardo Muti. Era in cima alla mia lista. Ma ho commesso un errore. Prima d’intervistare qualcuno non voglio incontrarlo. Se stavolta l’avessi fatto ne avrei avuto meno paura. E avrei scoperto prima un incredibile contrasto: lui è il monumento della classica che tutti sanno. Sua moglie Cristina invece, adora (e frequenta) il rap. E poi con Muti ho in comune un’infanzia dominata da una madre severa ed esigente”, ha svelato la Carrà. Dopo avere chiacchierato con Fiorello e Sophia Loren nei precedenti due appuntamenti di apertura, si continua con Muti per poi proseguire con Leonardo Bonucci, Paolo Sorrentino e Maria De Filippi.

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Riccardo Muti ospite di Raffaella Carrà

Senza ombra di dubbio Riccardo Muti è una figura importantissima nella storia dell’opera italiana degli ultimi 50 anni. Famoso in tutto il mondo, è nato a Napoli il 28 luglio del 1941, da Domenica Muti (pugliese) e Gilda Peli Sellitto (napoletana). Fino all’età di sedici anni, vive a Molfetta, città d’origine del padre. Dopo avere frequentato l’ultimo anno del liceo classico in quel di Napoli, studia anche pianoforte e si diploma al Conservatorio di San Pietro a Majella. Lo studio della musica poi si sposta a Milano. Nel 1967 il debutto al Teatro Coccia di Novara. L’anno successivo diviene il direttore principale e direttore musicale del Maggio Musicale Fiorentino, dove rimane fino al 1980. Dal 1973 al 1982, sarà anche direttore principale della Philharmonia Orchestra di Londra. La sua carriera prosegue gloriosamente e dal 1980 al 1992 dirige anche l’Orchestra di Filadelfia. Poi anche l’approdo al Teatro alla Scala di Milano dove è stato direttore d’orchestra fino al 2005. Attualmente si dedica anche alla formazione di nuovi talenti artistici e musicali, nell’attesa di scoprire il suo degno erede.

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