Riccardo Milani, marito di Paola Cortellesi/ La clamorosa dimenticanza dell’attrice

- Rossella Pastore

Riccardo Milani è il marito di Paola Cortellesi, protagonista di Ma cosa ci dice il cervello. La loro è una delle coppie di successo del cinema (e della vita).

Paola Cortellesi e Riccardo Milani
Paola Cortellesi, moglie di Riccardo Milani

Paola Cortellesi dimentica in diretta a Domenica In da quanti anni è sposata con Riccardo Milani e Mara Venier infierisce. Prima di arrivare alla fatidica data l’attrice ha un po’ esitato con la padrona di casa che l’ha rimproverata. Poi per rimediare alla gaffe inattesa Paola fa una battuta che non sembra essere uscita in maniera troppo felice. Specifica infatti che dopo un po’ bisogna cambiare. Conoscendo Riccardo però difficilmente deciderà di replicare magari sui social network, come avrebbe fatto qualcun altro. Il regista infatti ha sempre e comunque dimostrato di essere un personaggio equilibrato e con la voglia di lasciare il suo rapporto sentimentale nella privacy della sua vita di tutti i giorni. Paola ha fatto un scivolone, ma il loro rapporto è solido e questo può sicuramente accadere. (agg. di Matteo Fantozzi)

Le litigate sul set

Tutto in famiglia. Potremmo sintetizzare così la carriera di Riccardo Milani (marito di Paola Cortellesi), che con il film Ma cosa ci dice il cervello aggiunge un nuovo capitolo alla sua “trilogia matrimoniale”. Le pellicole precedenti (Scusate se esisto!, Mamma o papà? e Come un gatto in tangenziale) vedono tutte protagonista la moglie Paola Cortellesi. In questo nuovo lavoro, Paola si cala nei panni di Giovanna, un singolo personaggio dalla doppia personalità. È come recitare per due: di giorno, Giovanna lavora al ministero ed è una donna ordinaria e annoiata; di notte, invece, si trasforma in agente della Sicurezza Nazionale, e il suo primo compito è quello di non dare nell’occhio. Mentre viaggia da Marrakech a Mosca per le sue “missioni segrete”, si ricongiunge ai suoi compagni di liceo, che conducono tutti una vita soddisfacente. Fin quando, almeno, non cadono vittima di una sorta di “gang criminale”: a Giovanna il compito di scovarla.

Tutti i film di Riccardo Milani, marito di Paola Cortellesi

Riccardo Milani lavora da tempo tra il cinema e il piccolo schermo. Oggi, all’età di 61 anni, vanta un curriculum d’eccezione. Il grande passo lo fece nel 1986, quando incontrò Mario Monicelli in Speriamo che sia femmina. Per quel film (come per I picariIl portaborse, Caro diario e La scuola) vestì i panni d’aiuto regista proprio col grande Monicelli. Seguì l’incontro con Daniele Luchetti, grazie al quale conobbe Domenico Starnone. In coppia con lo sceneggiatore, continuò a raccontare la scuola italiana in Riccardo e Auguri professore, entrambi interpretati da Silvio Orlando. Più tardi fu la volta de La guerra degli antò e Il posto dell’anima, rispettivamente nel 1999 e nel 2003. Su quest’ultimo set diresse Paola Cortellesi, che sposò nel 2011. Per la tv ha dato vita a fiction di successo come Tutti pazzi per amore ed È arrivata la felicità. Di recente ha virato sul genere commedia, prima con Claudio Bisio, poi con la Cortellesi.

I litigi sul set di Riccardo Milani e Paola Cortellesi

Girare insieme, quando si è marito e moglie, non è sempre facile. Così Paola Cortellesi commenta il sodalizio con Riccardo Milani: “È abbastanza complicato. Aggiungerei che si litiga abbastanza. Nel caso di quest’ultimo film poi, io sono anche sceneggiatrice, quindi capisce bene che il livello dello scontro è stato alto. Poi però, quando si gira mi affido completamente nelle mani del regista. Anche se mi piace rispettare quello che c’è scritto nella sceneggiatura”.  Nell’intervista a Skytg24, Milani spiega anche la morale: “Se con Un gatto in tangenziale si era giocato sul contrasto a due tra un radical chic e una ‘coatta’ di periferia, con Ma cosa ci dice il cervello abbiamo cercato di portare l’analisi su un terreno più ampio, coinvolgendo i diversi strati della nostra società. E qui si scopre quello che è sotto gli occhi di tutti. Lo scollamento e la distanza tra il mondo della cultura, l’élite e il popolo. Per usare due termini molto abusati di questi tempi”.

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