Alessandra Mussolini/ In radio con 4 pappagalli: “Uno avrei voluto chiamarlo Benny”

- Valentina Gambino

Alessandra Mussolini si è presentata in radio con 4 pappagallini di peluche: “Il mio preferito? Palmiro… è tutto nero!”

alessandra_mussolini_R439
Alessandra Mussolini (Infophoto)

Alessandra Mussolini ospite in radio di “Un giorno da pecora”, si è presentata con 4 pappagalli di peluche: perché? Il suo preferito si chiama Palmiro anche se lei lo avrebbe volentieri chiamato Benny, come il soprannome di nonno Benito. Negli studi di Rai Radio1, la politica ha fatto il suo esordio salutando i conduttori Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, per poi tirar fuori dalla propria borsa quattro tucani finti, tre molto colorati ed uno tutto nero. Il motivo lo ha spiegato lei stessa: “Ho portato i miei pennuti, Toto’ è azzurro, di Forza Italia; poi c’è quello gialloverde, 5S, che si chiama Gigino, quello rosso, del Pd, che si chiama Lucariello e infine il mio preferito: Palmiro, che è tutto nero”. I pappagalli al centro della “discussione” sono anche in grado di ripetere le cose che gli vengono dette. “Visto che si dice che tutti imparano le cose a memoria, eccoli qua, doc. Sono made in China ma naturalizzati italiani”, ha raccontato ancora.

Alessandra Mussolini, tra pappagalli e canzoni in Giappone

Palmiro è il suo pappagallo preferito di Alessandra Mussolini, probabilmente per il colore nero, anche se avrebbe voluto chiamarlo con il soprannome di nonno Benito. “La nonna Rachele lo chiamava Benny. Ma questo pappagallo si chiama Palmiro”, ha precisato. L’argomento totalmente surreale, per fortuna si è poi spostato, parlando di un altro tema decisamente sopra le righe: il passato da cantante in Giappone. Ed infatti la Mussolini ha raccontato di una vecchia canzone, condivisa con Cristiano Malgioglio, e pubblicata esclusivamente nel Paese nipponico, nel lontano 1982. “La canzone era bellissima, Malgioglio faceva il paroliere”. Come è nato questo pezzo? “Ero andata in Giappone a fare una pubblicità, mi avevano chiamato perché gli piacevano i miei occhi grandi. In quella occasione chiesero a mia madre se sapessi cantare, e lei rispose di sì, anche se io non avevo mai cantato. Beh – ha concluso la Mussolini a Un Giorno da Pecora -, a quel punto mi presero e mi fecero partecipare al Festival di Tokyo, dove, tra l’altro arrivai seconda”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA