ANTONIO LA CAVA/ “Sono i libri che devono cercare le persone” (Che ci faccio qui)

- Emanuele Ambrosio

Antonio La Cava è il protagonista della nuova puntata di “Che ci faccio qui”, la nuova trasmissione di Rai 3 condotta da Domenico Iannacone

Antonio La Cava, Che ci faccio qui

Antonio La Cava è il protagonista della nuova puntata di “Che ci faccio qui“, la nuova trasmissione condotta da Domenico Iannacone in onda giovedì 9 maggio su Rai3. Nell’era digitale dove tuto corre così veloce, la storia di Antonio La Cava sembra arrivare da un’altra epoca. Tonino è un maestro in pensione con la passione per i libri; una passione che l’ha spinto ad una grande cosa: portare i libri in giro in luoghi sconosciuti e dimenticati. Con un piccolo mezzo a tre ruote Tonino si sposta, macinando anche centinaia di chilometri, pur di portare dei libri a ragazzi e anziani quasi analfabeti che vivono nei paesi meno accessibili della Basilicata. L’idea è nata nei primi anni del 2000 quando Tonino ancora insegnava nelle scuole. Il maestro, come ancora oggi ama farsi chiamare, viaggia a bordo di un mezzo a tre ruote in Basilicata tra la Val d’Agri, il Basento, il Sinni, il Bradano con la sua iniziativa “cultura in movimento”. La regione Basilicata è la sua casa e finora il maestro ha raggiunto ben 119 dei 131 comuni con il suo Bibliomotocarro. Dal 2010 è in pensione e questa attività di prestatore ambulante di libri è diventata la sua missione.

Antonio La Cave: “avevo 8, 9 anni e mi appassionava la lettura”

La passione per i libri è nata fin da bambino come ha raccontato Antonio La Cava in occasione del suo 74esimo compleanno: “Da piccolo abitavo un tipo di casa che si chiamava sottano. Un unico vano con una sola porta e senza finestre, tra galline e pure qualche maiale. Avevo 8 o 9 anni e mi appassionava la lettura: la sera, quando mia madre spegneva l’unica lampadina, io per leggere mi accendevo una candela fioca dal calore tenue”. Proprio la grande passione per la lettura l’ha spinto a frequentare l’istituto magistrale di Taranto. Il suo primo libro letto? “Fontamara” di Ignazio Silone: “sarà stato il ’59 o il ’60 lo presi in un bibliobus, era un grande camion attrezzato di libri che il Provveditorato mandava in giro per le piazze della provincia”.

Antonio La Cava: “Ho insegnato alle elementari del mio paese per quarant’anni”

Dopo il liceo magistrale, Antonio La Cava detto Tonino è diventato un maestro delle scuole elementari: “Ho insegnato alle elementari del mio paese per quarant’anni e vedevo affievolirsi la voglia di leggere, allora mi sono detto: non sono più le persone che devono andare a cercarsi i libri, sono i libri che devono cercarsi le persone”. Così è nata l’idea del suo Bibliomotocarro, un mezzo a tre ruote con cui porta in giro per la Basilicata la cultura offrendo a grandi e piccini la possibilità di leggere dei libri. ““È sempre un gioco – racconta Tonino – una festa, un incontro bellissimo: il mio orgoglio è non solo promuovere la lettura ma anche educare alla cittadinanza, giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro, libro dopo libro”.

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