Carlo Capasa, marito di Stefania Rocca/ “All’inizio non volevo sposarmi, poi…”

- Valentina Gambino

Chi è Carlo Capasa marito di Stefania Rocca e padre di due figli Luca e Zeno. È presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana.

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Carlo Capasa e Stefania Rocca

Stefania Rocca parla per la prima volta della sua vita privata in tv. Ospite di Verissimo, ai microfoni di Silvia Toffanin, l’attrice racconta la sua storia d’amore. Incontrando quello che è oggi suo marito, Carlo Capasa, ha anche cambiato idea sul matrimonio. “Non mi volevo sposare perché ho sempre pensato che il matrimonio fosse solo un contratto e che due persone che stanno insieme non abbiano bisogno di un contratto per essere felici. Quando invece è arrivato mio marito ho cambiato idea” – racconta Stefania Rocca che si è poi sposata in gran segreto nella Grande Mela – “Eravamo a New York con i bambini che erano già abbastanza grandi. Lui mi disse che a New York sarebbe stato più facile sposarsi, senza lunghe attese e così ci siamo sposati”, spiega (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

Carlo Capasa, marito di Stefania Rocca

Marito di Stefania Rocca ma anche personalità di successo nel suo campo, al punto da permettersi il lusso di attaccare il New York Times. Questo il profilo di Carlo Capasa, presidente della Camera della moda, che qualche tempo fa si è ritrovato a respingere le accuse formulate dalla testata americana nell’inchiesta intitolata ‘Inside Italy’s Shadow Economy’, secondo cui in Puglia si dipanerebbe una realtà per nulla patinata sotto il profilo dei diritti dei lavoratori, con un sommerso fatto di decine di operaie che, in nero, confezionerebbero per pochi euro (1.50-2 euro l’ora) gli abiti griffati destinati alle grandi aziende. Come riportato da LecceSette, all’epoca Carlo Capasa parlò di “un attacco vergognoso e strumentale” e preannunciando “una nota congiunta insieme agli avvocati” per rispondere all’offensiva “indegna” verso questi marchi. (agg. di Dario D’angelo)

Scopriamo chi è Carlo Capasa

Carlo Capasa oltre ad essere il marito di Stefania Rocca, è anche il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana. Intervistato da Il Sole 24 Ore nella sua versione online, ha parlato del momento magico che sta vivendo Milano, capitale italiana del pret-à-porter. Mentre New York ha dovuto cedere, cercando di inserirsi tra Parigi e Milano, Londra invece regge ancora il colpo, considerandosi più una città dedicata alle vetrine di eventi importanti che all’apripista di tendenze di ultimo grido. Capasa, al suo secondo mandato, si è detto ottimista per l’attuale situazione, nonostante il periodo molto delicato del sistema italiano del tessile. “Il 2017 si era chiuso con una crescita del 2,8% per il settore, nel 2018 c’è stato un rallentamento e siamo passati a un aumento del fatturato dell’1%, che credo verrà confermato dal primo semestre 2019 e che è comunque molto positivo se confrontato con le previsioni del Pil – ha spiegato Capasa, al secondo mandato come presidente dell’associazione che mette in piedi le quattro fashion week che ogni anno fanno impazzire Milano –. Se il Paese, come sembra, deve affrontare una recessione tecnica, diventa ancora più importante investire e valorizzare il tessile-moda-accessorio, volano economico e di immagine per tutta l’Italia”.

Carlo Capasa, il marito di Stefania Rocca

Carlo Capasa oltre a lavorare per la Milano moda, ci vive in compagnia della moglie Stefania Rocca e i due figli Leone e Zeno. La coppia si è sposata a New York e proprio a tal proposito, la stessa attrice intervistata da Amica, aveva raccontato il perché: “Ci siamo trovati a New York in inverno, con una neve pazzesca, e ci siam detti: “Diamo un senso a questa vacanza!”. Col senno di poi, sono contenta di averlo fatto lì dove è tutto più facile e veloce. E poi, col mestiere che facciamo io e mio marito, se avessimo fissato una data quel giorno sarebbe sicuramente successo qualcosa e non avremmo più potuto sposarci. È stata una cosa molto familiare, noi e i bambini e i miei cognati a fare da testimoni. Senza cerimonie di nessun tipo… Posso organizzare un festival, ma non una festa privata di quel tipo”.

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