Daniele Raco come Marco Baldini/ “Per il gioco d’azzardo ho pensato di farla finita”

- Stella Dibenedetto

Daniele Raco, attore comico di Zelig, a Vieni da me racconta la dipendenza dal gioco d’azzardo: “ho pensato anche di farla finita”.

daniele raco
Daniele Raco a Vieni da me

Daniele Raco, attore comico e cabarettista, a Vieni da me, racconta la sua dipendenza dal gioco d’azzardo. Protagonista di diversi spettacoli teatrali e televisivi tra i quali Zelig, ha vissuto sette anni da incubo a causa del gioco d’azzardo che ha rischiato di rovinargli per sempre la vita. Esattamente come Marco Badini, infatti, Daniele Raco è caduto in quella che è una dipendenza a tutti gli effetti, esattamente come quella dall’alcol e dalla droga. Tutto è partito durante il tour estivo di Zelig: “Per sette anni ho vissuto una dipendenza dal gioco d’azzardo” – comincia così il racconto di Daniele Raco – “ho iniziato durante il tour estivo di Zelig. Eravamo in giro per tutta l’Italia. Le giornate erano piuttosto lunghe e ho iniziato quasi per noia a mettere qualche moneta nelle slot machine che si trovano nei bar e due mesi e mezzo dopo, alla fine di questo tour, mi sono reso conto che ero già dipendente”. Da quel giorno è iniziato un incubo durato ben sette anni nel corso dei quali ha rischiato di rovinare tutto, mandando anche in frantumi la sua famiglia.

DANIELE RACO: “HO PENSATO ANCHE DI FARA FINITA”

La dipendenza dal gioco d’azzardo è arrivata in un momento decisamente felice della vita di Daniele Raco che aveva accanto una compagna e due figli. “Ho cercato per sette anni la fortuna e lei dormiva vicino a me e non me ne sono mai accorto” – racconta Daniele – “lei non sapeva nulla. Per tre anni ho provato ad uscirne da solo, ma non ci sono mai riuscito. Arrivo al punto di pensare, nonostante io sia una persona molto allegra, che è meglio spegnere tutto, di farla finita anche se è un pensiero che non si dovrebbe mai avere”. La rinascita dell’attore comincia quando decide di raccontare tutta la verità alla compagna. Quel giorno, Daniele ha cercato un centro per farsi aiutare. Un 26 dicembre si è così recato alla riunione di un gruppo di persone che avevano il suo stesso problema e che cercavano di aiutarsi e da quel giorno è iniziato il secondo capitolo della vita di Daniele che continua a frequentare questi centri.



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