Emanuele Trimarchi/ “Ero pedinato e sotto controllo. Pamela Prati? Spero si salvi”

- Silvana Palazzo

Emanuele Trimarchi sul matrimonio di Pamela Prati con Marco Mark Caltagirone: “Io come lei, per Eliana Michelazzo ho pensato anche al suicidio”

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Emanuele Trimarchi

“L’esperienza che ho avuto con loro è stata infermale” ammette Emanuele Trimarchi nel filmato che Barbara d’Urso ripropone questa sera a Live non è la d’Urso. Si parla infatti delle nozze, saltate, di Pamela Prati e Mark Caltagirone e al pubblico viene dunque mostrata una delle ultimissime testimonianze ai danni delle due manager Eliana Michelazzo e Pamela Perricciolo. “Loro ragionano come una setta. – ammette Trimanchi, che anni fa era parte della stessa agenzia – Io mi sentivo sotto controllo e pedinato perché il marito di Eliana mi fece capire che ero seguito e che il mio telefono era sotto controllo.” continua. In studio anche Roberto d’Agostino appoggia e con gran foga le accuse contro le agenti di Pamela Prati, ritenendo che si tratta di una “organizzazione a delinquere”. (Aggiornamento di Anna Montesano)

EMANUELE TRIMARCHI, TESTIMONIANZA CHOC

Il nome di Emanuele Trimarchi è finito al centro dei riflettori dopo il rinvio del matrimonio di Pamela Prati. L’ex tronista di Uomini e Donne ha voluto dire la sua sull’annullamento dell’evento, in una intervista rilasciata ai microfoni di Chi, ipotizzando l’ingresso di Pamela Prati in una ‘setta’: “Anche lei è entrata a farne parte, come è successo a me, lasciandosi andare in totale fiducia. Oggi è vittima di quel mondo ‘irreale’ che ha massacrato anche me. Mi auguro che ne esca il prima possibile”. Delle dichiarazioni choc di Emanuele Trimarchi se ne parla da ore e chissà che nella nuova puntata di Non è la D’urso non possano emergere nuovi dettagli. Sulla situazione Prati, Trimarchi dice di aver le idee chiare: “Ho lavorato anche io con Perricciolo-Michelazzo. Diventano ‘la tua famiglia’. Decidono chi devi frequentare, come ti devi vestire, ti rendono non rintracciabile, sei una marionetta. Io non potevo usare nemmeno il telefono. Ti fanno cambiare numero di continuo. Loro sono la paura“.

PARLA EMANUELE TRIMARCHI

Anche Emanuele Trimarchi dice la sua sul matrimonio di Pamela Prati con il “misterioso” Marco “Mark” Caltagirone. L’ex corteggiatore di Uomini e Donne ha raccontato di aver vissuto un incubo a causa di Pamela Perricciolo ed Eliana Michelazzo, le due agenti della showgirl. «Loro prendono in mano la tua vita e la frantumano», ha raccontato l’ex di Anna Munafò al settimanale Chi. Trimarchi si era affidato a loro per la sua inesperienza, ma poi si è sentito «una marionetta. Loro sono la paura». Accuse choc quelle fatte da Emanuele, come quelle sulla fine della relazione con la tronista: «Non volevano la storia con Anna e infatti alla fine ci hanno fatto lasciare». Gli fecero leggere delle conversazioni tra la fidanzata e Danny Coppi, cugino del marito di Eliana. Peccato che nessuno dei due esista. Riceveva minacce: «In un anno ho perso 12 chili e ho anche pensato al suicidio». Trimarchi ha raccontato di non aver mai denunciato questo clima di oppressione perché aveva paura di Pamela Perricciolo.

EMANUELE TRIMARCHI “IO COME PAMELA PRATI”

Ma le confessioni choc di Emanuele Trimarchi non finiscono qui. Un racconto sconvolgente quello dell’ex tronista di Uomini e Donne al settimanale Chi. Ad esempio, ha saputo che le due agenti di Pamela Prati lo “vendevano” a 3.500 euro, ma gli davano 500 euro a serata, quando lo pagavano. È riuscito a mettere fine a questo incubo dopo aver mandato un video dal suo cellulare a Pamela Perricciolo, in cui derideva Anna Munafò. Quel video finì sul web e lui capì di aver perso tutto. Ora che conosce il “sistema” costruito dalla due agenti, può parlare con cognizione di causa del caso Pamela Prati e del misterioso matrimonio con Marco “Mark” Caltagirone. A tal proposito, Emanuele Trimarchi parla di una «setta» in cui la showgirl è entrata proprio come lui, «lasciandosi andare in totale fiducia». E quindi Pamela Prati «è vittima di quel mondo “irreale” che ha massacrato anche me. Mi auguro che ne esca il prima possibile».

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