Gino Paoli/ “Il cielo in una stanza? Per una prostituta di cui mi innamorai”

- Stella Dibenedetto

Gino Paoli, in un’intervista riasciata a Libero, svela la verità su “Il cielo in una stanza”: “scritta per una prostituta di cui mi innamorai”.

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Gino Paoli

Gino Paoli, in una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Libero, ha svelato alcuni retroscena su alcune delle canzoni più celebri che abbia scritto. Tra i brani più belli e famosi di Gino Paoli c’è sicuramente “Il cielo in una stanza”, una canzone romantica che, ancora oggi, fa sognare tutte e persone innamorate, ma di cosa parla? A svelare tutto è lo stesso Gino Paoli che ha sveato di aver parlato di un rapporto avuto con una prostituta. “Parla di un orgasmo. Era per una pu**ana della quale mi ero innamorato, perché a quei tempi le ragazze non te la davano”, racconta Paoli che poi aggiunge – “la mia canzone è dedicata a un gesto umano ma mistico, che proietta in una dimensione dove sei tutto e niente”.

GINO PAOLI: “L’AMORE? DIFFICILE DA SPIEGARE”

In tante sue canzoni, Gino Paoli ha parlato d’amore, un sentimento nobile che, però, è difficie da definire: “L’amore è difficile da spiegare, non ha un senso logico: ha la complicazione del sesso, ma c’è sempre anche una buona dose di amicizia”. Nella vita del cantautore ci sono stati due grandi amori famosi ovvero Ornella Vanoni e Stefania Sandrelli. Con quest’ultima ha avuto anche una figlia, Amanda. Nonostante quel sentimento sia finito da tempo, Gino Paoli racconta di avere, ancora oggi, un rapporto di stima e affetto con entrambe. Nel corso de’intervista rilasciata a Libero, infine, il cantautore parla anche di politica: “Grillo? È un mio amico da sempre, sono quasi sempre d’accordo con quello che dice, non su come lo dice… Ma neanche per idea voto M5S! Sono d’accordo con quello che dice lui, non con tutto il resto. Abbiamo idee politiche molto diverse”.



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