Lina Wertmuller/ Il morso a De Crescenzo e la lite con Nanni Moretti: “Fu un cafone…”

- Valentina Gambino

Lina Wertmuller intervistata tra le pagine del Corriere, si è lasciata andare ad una intervista a 360°, svelando aneddoti e dettagli esclusivi.

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L'intervista a Lina Wertmüller

Lina Wertmuller intervistata tra le pagine del Corriere, si è lasciata andare ad una intervista a 360°, svelando aneddoti e dettagli esclusivi.  Il 22 maggio sarà presente a Cannes, per ritirare l’omaggio che il festival le ha riservato proiettando la versione restaurata dalla Csc-Cineteca nazionale della mitica pellicola dal titolo “Pasqualino Settebellezze”. “Di premi e festeggiamenti non me ne frega molto, preferisco mi dicano che sono simpatica. Ma certo questo omaggio di Cannes mi rende felice”, ha commentato dal salotto della sua casa romana. Il film (Pasqualino Settebellezze, ndr) mostra il lato ridicolo del nazismo, con il personaggio della kapò. “Un incrocio tra Buddha e Winston Churchill. Scelsi un’attrice, Shirley Stoler, che vidi in un film, I killer della luna di miele. Andai a New York a cercarla, in teatrino off Broadway. Il grottesco aiuta a guardare anche le cose più atroci. Deformando la realtà è più facile farmi capire”, afferma ancora la regista.

Lina Wertmuller: “Nanni Moretti? Fu un cafone…”

Lina Wertmuller all’inizio della sua carriera, era stata corteggiata anche dall’America. Ma l’Italia è rimasto il suo paese, da sempre. Sul set, dicevano che menasse gli attori, verità o bugia? La diretta interessata conferma e racconta un aneddoto con protagonista De Crescenzo: “Uno di quelli che recitavano con il dito. Lo avvisai: guarda che te lo mozzico. Poi con una certa volgarità gli dissi: sai dove te lo dovresti mettere? Niente. E lo morsi”. Nessuna riappacificazione con Nanni Moretti, considerato un “cafone”: “Mi aveva preso in giro in Io sono un autarchico. Quando lo incontrai a Berlino, sul red carpet, mi avvicinai per stringergli la mano e riderci su. Lui se ne andò. E allora gli dissi: A Moretti, ma vaffa… Perché con il ma davanti vale di più”. La regista, ha avuto modo di dirigere, scrivere e raccontare molteplici stili cinematografici, con tutta la libertà possibile e non credendo nei generi: “La gioia di vivere è la cosa più importante. Le regole? Vanno tradite”. Però c’è una cosa, che il pubblico non conosce di lei: quale? “Sono stata campionessa romana di boogie woogie, in coppia con Sergio Corbucci. Ballavo molto bene, mi divertivo”.



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