Lino Banfi, “Mia moglie Lucia Zagaria non mi riconosce”/ “Malata, ma non mi arrendo”

Lino Banfi, “Lucia non mi riconosce più, ma io non mi arrendo”: l’82enne attore pugliese parla della loro lunghissima storia d’amore e della malattia della sua compagna di vita

Lino Banfi con la moglie Lucia
Lino Banfi con la moglie Lucia (Web, 2019)

Lino Banfi torna a parlare della malattia di sua moglie Lucia, la donna che da 57 anni è al suo fianco: dopo che già negli ultimi tempi l’82enne attore pugliese aveva confessato nel salotto di Domenica In a Mara Venier il dramma famigliare che sta vivendo con la sua Lucia Lagrasta, ammalata di Alzheimer, quello che oramai per gran parte del pubblico televisivo è solamente “Nonno Libero” ha raccontato al Corriere della Sera, nell’ambito di una inchiesta che indaga le unioni matrimoniali in Italia, e in special modo quelle di lunga data, quella che è una storia d’amore che tra poco compirà quasi 60 anni e che è cominciata tanto tempo fa in quel di Canosa di Puglia quando l’allora Pasquale Zagaria (suo nome di battesimo) provò a conquistare il cuore di una Lucia ancora ragazza che inizialmente era sulle sue. Da lì è nato un legame che ancora oggi dura e che tuttavia la malattia della donna sta mettendo a dura prova ma che lo stesso Banfi sta affrontando con coraggio: “Oramai non mi riconosce più, ma io non mi arrendo” ha detto in più di un’occasione, spiegando come lui e i due figli avuti dalla relazione (Walter e Rosanna) la vivano quotidianamente.

LINO BANFI PARLA DELLA MALATTIA DELLA MOGLIE

La storia d’amore di Lino Banfi con la sua Lucia, per stessa ammissione dell’attore, è stata tanto felice quanto travagliata dato che proprio la sua carriera ha imposto loro dei sacrifici: “A diciassette anni volli seguire una compagnia teatrale” ricorda l’82enne nato ad Andria, spiegando che in quell’occasione la ragazza scelse di rimanere a Canosa e mantenendo con lui un rapporto epistolare. “Anzi, era lei che qualche volta mi mandava qualche soldo col suo lavoro di parrucchiera, perché io avevo sempre bisogno di quattrini…” ammette candidamente il diretto interessato, confermando le difficoltà tipiche di un artista agli esordi in quel di Milano. “Allora facevo una vita miserabile, dormivo nei treni e mangiavo quel che capitava…” aggiunge Banfi, ricordando anche un piccolo episodio di discriminazione ricevuto in quanto ragazzo meridionale. La svolta per il giovane Pasquale Zagaria arriverà a seguito del suo trasferimento a Roma, dove comincia anche a frequentare il mondo dello spettacolo e ad avere le prime avventure: “Dovevo prendere una decisione: sapevo che nona avrei mai sposato una ballerina perché volevo bene a Lucia” spiega Banfi, svelando pure la vergogna provata nel pensare di tradire la donna che lo aspettava in Puglia. Da lì, la proposta di raggiungerlo nella Capitale con la benedizione dei genitori di Lucia.

“SE UN GIORNO NON MI RICONOSCESSE PIU’, ALLORA…”

Il racconto che Lino Banfi fa di quella “spedizione in Puglia” per conoscere i futuri suoceri e la successiva “fuitina”, nonostante il dramma odierno, si tinge di risvolti comici dato che i genitori di Lucia non sono entusiasti alla proposta e a Canosa c’era anche chi pensava che Pasquale volesse portare la ragazza a Roma “per fare la puttèn”. Da lì la fuga e dopo due mesi le nozze all’alba da spiantati, ma felici, senza invitati e in una cerimonia lampo: e poi la rinuncia al posto di lavoro sicuro in una banca pur di continuare col suo sogno di fare l’attore che l’ha portato, pian piano, a sfondare nel mondo del cinema e poi di recente nelle fiction, fino alla recente nomina di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. “Ho sempre rispettato mia moglie, con la sapienza della rinuncia che nel nostro ambiente non è facile” dice Banfi in merito alle tentazioni avute durante gli anni. A cui ancora brillano gli occhi quando parla di Lucia che oramai ricorda ben poco e ogni tanto non lo riconosce, pur venendo seguita costantemente da ottimi medici. “A volte è anche cosciente e presente e io non mi arrendo” aggiunge Banfi che poi chiude con una aneddoto molto tenero: alla domanda della moglie su come lui reagirebbe se non dovesse più riconoscerlo, una volta ha risposto “beh, vorrà dire che ci presenteremo di nuovo”.

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