Massimo Lopez a Vieni da me/ “Con Tullio Solenghi e Anna Marchesini un trio magico”

- Stella Dibenedetto

Massimo Lopez, ospite di Vieni da me: il dolore per l’infarto, la lunga amicizia con Tullio Solenghi e il ricordo di Anna Marchesini.

Massimo Lopez a Vieni da me
Massimo Lopez a Vieni da me

«Veramente magia, non è normale trovare persone con le quali instauri un rapporto di amicizia e trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda, divertendoci così tanto», così Massimo Lopez a Vieni da me sullo storico trio formato con Tullio Solenghi e Anna Marchesini: «L’inizio è stata in sala di doppiaggio, dove trovai Anna Marchesini: non riuscivamo ad andare avanti, iniziammo a ridere non seguendo il copione, è stato meraviglioso». Lopez poi rivela: «Il quartier generale è stato casa mia: tutto quello che abbiamo scritto e preparato lo abbiamo fatto a casa mia». E non c’è mai stato alcun alterco: «Devo dire a tutti i telespettatori una cosa un po’ sconveniente: noi del trio non abbiamo mai litigato, mi dispiace per voi. Quando andavamo a vedere il risultato di ciò che avevamo scritto, risultava il 33% per ognuno. Le discussioni ci sono come nelle migliori famiglie, ma mai un litigio: anche la decisione di fermarci l’abbiamo accettata anche se non facilmente. Siccome ci vedevamo 12 anni di seguito dal mattino alla sera, non avevamo più creatività e dissi di interrompere per un periodo: questa cosa l’hanno accettata. Ognuno di noi ha poi preparato delle cose. Un po’ pentito? Sì, invece di riunirci nel 2008 per un revival potevamo farlo un po’ prima. Ma è rimasto un forte legame ed è continuato anche in privato, si è riacceso con Tullio Solenghi poi ma non si era mai spento». L’attore è poi tornato sull’infarto avuto mentre era a teatro: «E’ stata un’esperienza anche con dei risvolti positivi: a un certo punto ho sentito un indolenzimento al torace, non un dolore forte, mentre recitavo. Non avevo fatto ginnastica, non capivo il perché di questo acido lattico. Mentre recitavo, questo indolenzimento diventava un dolore. Passato un minuto, questo dolore è diventato più forte e mi sono fermato: sono andato dietro le quinte e ho fatto chiamare un’ambulanza. Avevo capito perfettamente di cosa si trattasse: sono sempre rimasto cosciente, ho vissuto l’esperienza di un infarto. La paura mi è passata completamente, ho pensato a cose positive. Ho pensato alla morte? Sì. Pensavo anche a quanta gente si sarebbe messa in coda per evitare il traffico, avevo gli occhi socchiusi e ho pensato che sarebbe finita lì, ma non ero angosciato. A un certo punto ho detto, “non ho potuto avvertire nessuno”». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

IL RAPPORTO CON LA SCUOLA

Massimo Lopez ospite oggi di Vieni da me, l’attore si è raccontato a Caterina Balivo nel format della Cassettiera. L’intervista parte da un vetro rotto: «Era il secolo scorso (ride, ndr). Bisogna tornare al discorso della scuola: ho avuto un rapporto particolare con la scuola: i professori all’epoca usavano un po’ le mani, oggi non si può. All’epoca accadeva, noi eravamo piccoli e pensavamo fosse normale perché erano cose fatte dagli adulti, non ci veniva in mente di andare a denunciarlo. Il mio percorso è stato un po’ particolare. Volevo diventare un attore e volevo coltivarne il sogno nonostante tutti mi dicessero che non sarebbe mai accaduto. Di fronte all’ennesima bocciatura, spaccai il vetro della classe con una sedia, spaccai tutto. Mi sono liberato un pochino». Prosegue l’artista: «Dopo 15’ di Università, ho fatto un concorso per entrare in banca ed è andato malissimo: mi dissero che non ero portato per la banca. E allora sono andato a fare un provino al Teatro Stabile di Genova. Dicevo: “Che bello, realizzo il mio sogno”. Il provino va bene e mi convocano per il primo giorni di prove. Il regista mi fa: “Facciamo un’introduzione storica al periodo”, pensavo si fossero messi d’accordo per interrogarmi. Poi la scuola è finita, per fortuna». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

MASSIMO LOPEZ A VIENI DA ME

La nuova settimana di Vieni da me, la trasmissione condotta da Caterina Balivo, dal lunedì al venerdì, alle 14 su Raiuno, si apre con Massimo Lopez. L’attore apre il suo cuore parlando dei momenti più importanti della sua vita e della sua straordinaria carriera. Una carriera che ha condiviso soprattutto con Tullio Solenghi e Anna Marchesini che, prima ancora di essere dei colleghi sono stati e continuano ad essere degli amici fraterni anche se Anna Marchesini non c’è più. Proprio insieme a Tullio Solenghi, Massimo Lopez ha recentemente ricordato la grandissima Anna Marchesini che continua ad essere presente non solo nel suo cuore, ma anche nello spettacoo di cui è protagonista proprio insieme a Solenghi. “Ogni sera la ricordiamo, c’è un momento nello spettacolo in cui la ricordiamo in maniera inconsueta. A un certo punto recitiamo una poesia, e solo alla fine la gente capisce. Ogni sera c’è un applauso che non finirebbe mai e poi mai se non dovessimo continuare lo spettacolo“, hanno ricordato i due attori a Domenica In.

MASSIMO LOPEZ: “LA PAURA DOPO L’INFARTO”

Uno dei momenti più difficili della vita di Massimo Lopez è stato quello che ha vissuto nel 2017 quando è stato colto da infarto mentre recitava a teatro. Fortunatamente, tutto è andato per il meglio e Massimo Lopez, dopo essere stato operato e aver osservato una Lunga convaLescenza, è tornato a recitare per La gioia del proprio pubblico. La paura, però, è stata tanta come raccontava ai microfoni de La Repubblica lo stesso Lopez pochi giorni dopo aver avuto l’infarto. “Mentre recitavo ho avvertito una sensazione di fastidio al petto, un lieve senso di oppressione, e mi sono allarmato: cosa può essere?, mi sono chiesto. Nel giro di pochi secondi il dolore è cresciuto in maniera esponenziale su tutto il torace. A quel punto ho capito che mi stava accedendo qualcosa di grave e ho lanciato uno sguardo al mio impresario: mentre lui chiamava il 118 ho chiesto scusa al pubblico e ho lasciato immediatamente il palcoscenico” – raccontava l’attore che, sulla paura provata, aggiungeva  – “Più che la paura di morire, direi il timore del dolore che avrei causato a chi mi vuole bene”.

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