Nicolas Vaporidis/ “Fausto Brizzi? Gogna mediatica spaventosa, terrorizzato da…”

- Carmine Massimo Balsamo

Caso Fausto Brizzi, l’attore Nicolas Vaporidis ha commentato: “Scandalo molestie? Mi sembra difficile che sia vero”

nicolas vaporidis zaia grecia
Nicolas Vaporidis

Nicolas Vaporidis a tutto tondo in una lunga intervista a I Lunatici, programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio in onda su Rai Radio2. L’attore ha commentato così il caso Fausto Brizzi: «Cosa penso di tutto quello che gli è accaduto? A distanza di quasi due anni non riesco a dare un giudizio oggettivo e distaccato. Qualunque cosa dicessi potrei essere considerato uno stronzo maschilista che fa parte del sistema oppure un giustizialista che non si rende conto delle particolarità dei casi. Conosco Fausto da tanti anni, mi sembra molto difficile conoscendo il sistema e conoscendo lui che tutto ciò possa essere vero, ma non lo so per certo». Prosegue l’interprete: «Quindi mi fido di fonti più autorevoli. Io a Fausto sono affezionato e gli voglio molto bene. Ha una bellissima figlia, quello che gli è stato fatto è una gogna mediatica che a me spaventa perché chiunque potrebbe finirci dentro. La modalità mi terrorizza. E’ agghiacciante. Io a Fausto voglio bene come essere umano e come amico, come regista lo stimo molto».

NICOLAS VAPORIDIS SULLA SUA CARRIERA

Nicolas Vaporidis ha poi parlato di sè: «Da bambino sognavo di fare l’astronauta, per accontentare il valore di mio nonno, che non so perché mi sognava astronauta. La passione per la recitazione nasce ai tempi del liceo, alla fine della scuola. Nasce parallelamente alla scuola, anche perché non c’erano dei corsi di teatro, cosa che a mio avviso dovrebbe essere obbligatoria quasi. Il teatro è un modo bellissimo per cercare di conoscere meglio sé stessi e gli altri». Prosegue l’attore romano a I Lunatici: «Un corso di teatro dovrebbero metterlo nelle scuole e nei licei. All’inizio ero molto spaventato, poi tanto più recitavo, tanto più mi piaceva farlo. In famiglia hanno sempre assecondato la mia volontà, qualunque cosa io avessi voluto provare a fare. Non mi hanno mai detto di no, però mi prendevano per i fondelli, mi chiamavano l’attore, non nell’accezione positiva del termine».



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