Janira D’Amato uccisa dall’ex Alessio Alamia / La Mamma Tiziana: “Lei voleva aiutarlo cambiare” (Domenica In)

- Fabiola Iuliano

A domenica in il caso di Janira D’Amato, uccisa dall’ex Alessio Alamia a coltellate. In studio il papà Rossano e la Mamma Tiziana: “Lei voleva aiutarlo cambiare” (Domenica In)

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Tiziana, la madre di Janira D'Amato a Domenica In

A Domenica In si parla del caso di Janira D’Amato, la donna uccisa dal suo ex nell’aprile del 2017. A ricordarla, nel salotto di Mara Venier, i suoi genitori, Tiziana e Rossano, che nulla hanno potuto di fronte alla furia di Alessio Alamia, il 20 enne accusato di omicidio. “Per lei non c’era il cattivo, erano tutti buoni”, ricorda la madre, “lei aveva sempre una giustificazione per tutti”. La ragazza è stata ritrovata senza vita dopo la chiamata del suo ex fidanzato alle forze dell’ordine, che si è costituito dopo aver parlato con un parente. Sul corpo della donna, che da tempo aveva interrotto ogni rapporto con l’ex, diverse coltellate, una furia inspiegabile che non le ha lasciato scampo. “Si era confidata con le amiche, aveva fatto giurare di non dircelo, perché lei da crocerossina voleva aiutarlo cambiare”, hanno ricordato i genitori ripercorrendo i primi periodi di quel rapporto già in crisi.

Il ricordo di quel tragico giorno

Tiziana, madre di Janira D’Amato, ha ricoda a Domenica In il tragico giorno in cui sua figlia è morta per mano del suo assassino a pochi giorni dal suo compleanno. “Ce l’abbiamo fatta a festeggiarlo, quel giorno le abbiamo inviato messaggi e auguri. Lei mi aveva detto che era arrabbiata perché lui si era presentato all’accademia con una rosa. Lei non aveva accettato questo regalo perché non lo voleva. Si erano lasciati”. Quella sera, però, si era decisa ad andare da lui per riprendere alcune cose che aveva dimenticato quando, in fretta e furia, aveva lasciato il suo appartamento: “Senza dire niente a noi quella sera è andata ed è successo quello che è successo”. Nel corso dell’intervista, anche le parole del fratello, per il quale Janira era “troppo buona per questo mondo”: “Il suo nome l’avevo scelto io, non vedevo l’ora di avere una sorellina (…) era sempre difficile farla addormentare, mi mettevo sempre vicino a lei, dalla parte del bordo perché avevo paura che cadesse. sono stato sempre fiero di lei”.



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