Rita Rusic/ “Con Vittorio il rapporto è sempre turbolento, adoro i miei figli e la mia super mamma”

- Davide Giancristofaro Alberti

Rita Rusic “Con Vittorio Cecchi Gori un rapporto sempre turbolento”. Si racconta a 360 gradi a Storie Italiane, fra figli, mamma e l’ex marito

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Rita Rusic

Rita Rusic è stata presente oggi presso gli studi di Storie Italiane, programma di Rai Uno condotto da Eleonora Daniele. L’ex moglie di Vittorio Cecchi Gori ha parlato a 360 gradi, a cominciare proprio dal rapporto ancora solido ma travagliato con l’ex marito: «Vittorio l’ho sentito ieri sera – confessa la bella produttrice cinematografica – siamo andati a cena assieme. Con lui sono stati 20 anni molto intensi ed è stato terribile separarsi. Purtroppo con lui non c’è mai pace, ci illudiamo che le cose possano andare seriamente, però poi finiamo a parlare di cose pesanti: ci vorrebbe un po’ più di leggerezza, lui è un “litigone”». Rita e Vittorio hanno avuto due figli: Vittoria di 30 anni e Mario di 26: «Li lascio liberi ma soffro – ammette la Rusic parlando dei suoi ragazzi – non sono possessiva, ma mi piace stare tranquilla, mi basta un “ciao, sto bene”, sono un po’ una “rompi”». Rita spiega che Mario è più simile a lei come carattere, mentre Vittoria ha preso più dal padre: «Facciamo tante cose assieme – spiega – anche se non ci vediamo tutto il giorno: ma quando stiamo insieme sono ore molto intense».

RITA RUSIC SI CONFESSA A STORIE ITALIANE

La speranza, ovviamente, è che i figli siano felici e sereni, senza l’obbligo di diventare qualcuno: «Non vogliono vivere sotto i riflettori, non sono interessati». Un passato molto complicato quella di Rita, lei che è giunta in Italia quando aveva solo tre anni come profuga dalla Croazia. Appena sbarcata sul suolo italiano è stata ospitata in un campo a Capua, in provincia di Caserta, dove le giornate erano decisamente complicate: «Ero una bambina – ricorda – cercavo di essere sempre allegra, mi ricordo il filo spinato, il fatto che non potevamo uscire, mi ricordo anche una mia amica di 3 anni che suo papà la picchiava, un uomo molto cattivo che mi fece venire la febbre: non erano posti facili. Meglio crescere lentamente, i bambini dovrebbero essere più protetti». Poi le cose sono migliorate quando Rita e i suoi famigliari sono diventati cittadini italiani, e sono stati accolti in delle case popolari di Busto Arsizio, in Lombardia: «poi da lì è cambiato molto». Infine un pensiero sulla mamma, una persona che Rita adora alla follia: «E’ una persona super speciale, allegra con un carattere infantile pensa sempre che dietro una porta vi sia qualcosa di meraviglioso. Sono molto legata alla mia famiglia, sono un po’ meridionale in questo».



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