Roby Facchinetti/ “A 20 anni sono salito sul famoso treno dei Pooh” (Verissimo)

- Rossella Pastore

Roby Facchinetti accetta l’invito di Silvia Toffanin a Verissimo. Da poco ha compiuto 75 anni, un giorno prima del compleanno del figlio Francesco.

Roby Facchinetti a Verissimo
Roby Facchinetti ospite a Verissimo

Roby Facchinetti ripercorre la sua straordinaria carriera, ma anche la sua meravigliosa vita, a Verissimo attraverso le canzoni che lo hanno sempre accompagnato. “Mio padre era un artigiano. Gli hanno anche offerto di aprire una sua falegnameria e lui ha risposto no perché doveva mantenere cinque figli e non poteva rischiare”, spiega Facchinetti che ha sempre amato la musica. Grazie al pianoforte comincia la sua avventura con i Pooh. “Sono entrato nei Pooh quando avevo 20 anni. Avevano un tastierista inglese, ma il discografico dell’epoca gli avevano imposto di cambiare. Combinazione vuole che io mi trovavo in questo locale famoso di Bologna. Io suonavo con il mio gruppo e alla fine delle serate mi chiesero se avevo voglia di entrare a far parte del gruppo e capì che era il famoso treno che stava passando”, racconta. Si passa, poi, a parlare d’amore: “lei è Giovanna, non dico che è mia mogie, la mia compagna ed ora nonna. E’ la donna della mia vita” (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

Un padre “complesso”, oggi super-nonno di 6 nipotini

Qualche settimana fa è toccato al figlio Francesco; ora, a sedere nel salotto di Verissimo, è “papà” Roby Facchinetti. L’ex Pooh ha compiuto 75 anni il 1° maggio scorso, un giorno prima rispetto al compleanno del Capitano Uncino. Come è noto, il rapporto tra i due non è mai stato idilliaco. Costretto a lunghe tournée con la band, Roby è stato un padre assente. Francesco ha fatto fatica a perdonarlo, ma adesso sembra si siano chiariti. “Facevo fatica ad accettare che papà non ci fosse per me, era bello vederlo sul palco, ma lo avrei voluto accanto”, ha spiegato a Silvia Toffanin. “Nella mia adolescenza, mio padre ha rappresentato il mio nemico numero 1. Ha donato se stesso agli altri, e difficilmente mi faceva da papà. Poi, quando sono salito sul palco, ho capito che lui non avrebbe potuto fare altrimenti per amore di tutti, del suo pubblico. L’ho perdonato, da una parte”. Insomma, “per rendere felici le persone doveva sacrificare un po’ di tempo per la famiglia. Sono molto orgoglioso di lui per come è riuscito a gestire il nostro rapporto”.

Roby Facchinetti: carriera

Roby Facchinetti, al secolo Camillo Ferdinando Facchinetti, nasce a Bergamo nel 1944. Trascorre l’infanzia in una cascina ad Astino, nella periferia del capoluogo, e in famiglia coltiva la passione per la musica. Il nonno è compositore e direttore di coro; la madre ascolta spesso musica classica. A 4 anni inizia a suonare l’armonica a bocca, per poi passare – tra gli 8 e i 10 anni – alla fisarmonica e al pianoforte. A 11 anni compone i primi brani ed entra a far parte di diversi complessi musicali. Nel 1966 prende il posto di Bob Gillot nei Pooh, con cui firma alcuni dei più grandi successi della discografia italiana. Si ricordano Piccola Katy (1968), Tanta voglia di lei e Pensiero (1971), Noi due nel mondo e nell’anima (1972), Parsifal (1973), Dammi solo un minuto (1977), Chi fermerà la musica (1981), Uomini soli (1990), La donna del mio amico (1996), Dimmi di sì (1999) e Dove comincia il sole (2010).

Vita privata e la moglie Giovanna Lorenzi

Nel 1970, Roby Facchinetti sposa Mirella Costa. Con lei ha due figlie, Alessandra (1972) e Valentina (1977). Alla prima, oggi stilista, è dedicato l’album omonimo dei Pooh pubblicato nello stesso anno. Nel 1979 si separa da Mirella e ha un figlio con Rosaria Longoni, Francesco (1980). In seguito conosce e sposa Giovanna Lorenzi, dalla cui unione nascono Roberto (1987) e Giulia (1991). Roby è nonno di sei nipoti: i figli di Francesco sono Mia (2011), Leone (2014) e Lavinia (2016); quelli di Giulia, Lorenzo (2016) e Alessandro (2019); Valentina, Andrea Francesco (2017).

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