SFOOTING/ Per la Regina il royal baby è Archie bello e Archie bravo

- Comic Astri

Semifinali Champion’s da brividi o Salvini che davanti a un problema non può più dire “Ehi Siri”? No, oggi parliamo del figlio di Harry e Meghan

Harry e Meghan, in una uscita pubblica
Meghan e Harry (LaPresse)

Cosa ci hanno propinato gli organi di stampa, la tv, internet e i social? La scorsa settimana l’ha fatta da padrona la Champion’s League. Forse mai si sono viste semifinali così ricche di pathos, una suspense di 90 minuti che ci ha tenuto incollati al divano. Martedì scorso, Liverpool-Barcellona. Dopo il 3-0 dell’andata tutti si aspettavano sì la reazione orgogliosa e gagliarda dei Reds, con una bella vittoria ad Anfield Road; ma l’eliminazione sembrava scontata. Insomma, un flop. E invece… Klopp de thèâtre! Alla fine sono stati i blaugrana a essere… Messi fuori dalla porta della finale.

Il giorno seguente, Ajax-Tottenham. I Lancieri erano ovviamente lanciatissimi, dopo aver eliminato in sequenza Real Madrid e Juventus, e aver espugnato Londra con un  tranquillizzante 0-1. Sembravano imbattibili, forti del loro gioco esuberante e imprevedibile. Dopo il primo tempo, ad Amsterdam, l’Ajax era avanti addirittura di due gol. Sembrava tutto segnato. E invece… nei secondi 45 minuti, Lucas (grande George: dopo le trilogie di Guerre Stellari, mai ci saremmo aspettati una tripletta!), ha proiettato la sua squadra al Wanda Metropolitano per la finalissima. Quanto a noi, che avevamo pronosticato il passaggio del turno degli olandesi, dobbiamo confessarvelo: il Tottenham ci ha davvero sorpreso… più che un Pochettino!

In Europa, dunque, calcio sugli scudi. Ma se guardiamo in casa nostra, non possiamo non notare come la settimana sia stata caratterizzata dai continui litigi, stile assemblea di condominio, tra Lega e M5s. Anzi, dobbiamo svelarvi un segreto: sapete perché Luigi Di Maio s’è così impuntato sulle dimissioni del sottosegretario Siri? Invidia, pura invidia: Giggino, quando deve risolvere un problema, non può far altro che consultare Toninelli, mentre a Salvini – mannaggia! – bastava dire: “Ehi Siri” per avere sempre e ovunque la giusta soluzione a portata di mano…

Ma a dominare incontrastata la scena del gossip è stata la nascita dell’ultimo “royal baby”, figlio di Harry e Meghan, duca e duchessa di Sussex. Un maschietto sul cui nome si era scatenata una ridda di scommesse: le agenzie inglesi quotavano forte Arthur, mentre Donald era dato a pochissimo. Non si sa come né perché, alla fine, papà Harry e mamma Meghan hanno scelto Archie. Per la precisione: Archie Harrison Mountbatten-Windsor. Sarà forse perché, trattandosi di Regno Unito, stiamo parlando di una delle mon-Archie può famose del mondo?

Comunque sia, Windsor-Mountbatten è il cognome completo della dinastia britannica, che assembla il casato della regina Elisabetta con quello del principe consorte Filippo. E per dovere di informazione, vale la pena ricordare l’attuale linea di successione alla corona, che prevede al primo posto il Principe di Galles, Carlo, o meglio Charles Philip Arthur George Mountbatten-Windsor, in quanto primogenito della Regina in pectore. Al secondo posto c’è William, Duca di Cambridge, o meglio William Arthur Philip Louis Mountbatten-Windsor, seguito dai figli in ordine di nascita: George, o meglio George Alexander Louis Mountbatten-Windsor, Charlotte, o meglio Charlotte Elizabeth Diana Mountbatten-Windsor, e Louis, o meglio Louis Arthur Charles Mountbatten-Windsor. Solo nel caso in cui tutti questi membri della famiglia reale fossero impossibilitati a regnare (un’epidemia mortale? Una botta di follia collettiva?), la corona passerebbe a Harry, o meglio Henry Charles Albert David Mountbatten-Windsor, secondogenito di Carlo, e in subordine al piccolo Archie. Il figlio di Harry e Meghan ha infatti “scalzato” dalla linea di successione Andrea, o meglio Andrew Albert Christian Edward Mountbatten-Windsor, Duca di York e fratello minore di Carlo. Dopo di lui ci sono, come da regolamento di discendenza diretta, le figlie, Beatrice, o meglio Beatrice Elizabeth Mary Mountbatten-Windsor, e la neo sposa Eugenia, o meglio Eugenie Victoria Helena Mountbatten-Windsor.

Un sonoro “E chissenefrega!” potrebbe coronare questa nostra dotta disquisizione, se non dovessimo, per puro diritto di cronaca, aggiungere che al momento per il piccolo Archie non è indicato un titolo nobiliare e, vista la lontananza nella linea di successione, non potrà essere chiamato “principe”, né tantomeno “sua altezza reale”. A meno che la Regina in persona non intervenga con un decreto su misura.

E qui le sorprese potrebbero inaspettatamente fare capolino da qualche spiffero di speteguless. Si vocifera, infatti, che a Buckingham Palace “nonna Betta” sia letteralmente impazzita per il piccolo Archie. E che straveda per lui: “Archie bello!” gli ripete ogniqualvolta lo trova sveglio nella culla… “Archie bravo!”, sussurra quando se lo coccola con gli occhi, quando appena il bebè muove le manine… Le scappa financo un “Archie simpatico!” quando le rivolge qualche sorrisetto… E poi: “Archie intelligente!”… “Archie grazioso!”… “Archie baldo!”… A Palazzo Reale tutti già si chiedono cosa mai dirà la Regina quando il pupetto regale imparerà a battere le manine: “Archie picchia!”?. Oppure quando spunterà il primo dentino: “Archie denti!”? E tutti scommettono (sono inglesi, no?) che prima o poi lo nominerà “Archie duca” o “Archie vescovo”.

Intanto, un fitto e tremendo mistero avvolge la vita di Harry e Meghan: e se il piccolo Archilbald avrà una sorellina, la chiameranno mica Petronilla???

© RIPRODUZIONE RISERVATA