Valeria Solarino, parla Giovanni Veronesi/ “La passione per il cinema ci unisce”

Giovanni Veronesi parla a I Lunatici del suo rapporto con l’attrice Valeria Solarino

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Valeria Solarino

Giovanni Veronesi è stato protagonista di una lunga e bella chiacchierata con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, i conduttori del programma di Rai Radio 2, I Lunatici. Il regista, sceneggiatore e scrittore italiano, ha affrontato diversi argomenti, a cominciare dal fidanzamento con l’attrice Valeria Solarino, a lui legata dal lontano 2005, da 14 anni. «Lei è una persona straordinaria – spiega il 56enne originario di Prato, Toscana – è una persona che ti impone di essere migliore. Io sono migliore quando sto con lei». I due si sono conosciuti sul set del film “Che ne sarà di noi”, girato in parte in quel della splendida isola greca di Santorini: «Ci siamo conosciuti sul set, a Santorini – spiega il regista e sceneggiatore – un posto meraviglioso, a picco sul mare. Passavo sempre davanti alla sua camera al mattino sperando di incontrarla per fare colazione insieme. Colazione dopo colazione, ci siamo messi insieme». Giovanni e Valeria sono uniti da svariate cose, a cominciare dalla smodata passione per il loro lavoro, il mondo del cinema, della recitazione, della sceneggiatura e della regia: «Credo che abbia contato il fatto che io vivo per questo mestiere, che non saprei fare altro, e anche lei è così».

VALERINA SOLARINO: PARLA IL COMPAGNO GIOVANNI VERONESI

Veronesi descrive la sua vita di coppia con il termine monotematica: «Ci piace vivere attraverso le cose che facciamo – prosegue – non abbiamo figli, magari la maggior parte delle persone si annoierebbe molto alle nostre cene». Ma secondo lo stesso sceneggiatore, il rapporto con la Solarino ha in qualche modo limitato la sua carriera lavorativa della propria compagna: «Stare con me l’ha vincolata nel lavoro – spiega con convinzione – perché gli altri registi non prendono volentieri a lavorare la donna del regista». E a proposito di registi, Veronesi ha parlato anche del conterraneo Leonardo Pieraccioni, con cui ha lavorato a numerose pellicole: «Il nostro incontro è avvenuto per colpa o merito di Rita Cecchi Gori, che lo mandò da me con un soggetto. All’inizio un po’ lo schifai, arrivava sempre il 24 dicembre, quando sapeva che io ero a Prato. Rita mi disse che le piaceva questo soggetto, di metterci le mani, di fare sceneggiatura e regia del film ‘I Laureati’. Io dissi che la regia era meglio che l’avesse fatta Pieraccioni. Lui all’inizio non voleva, ma dopo due settimane aveva già capito tutto. E poi è diventato Pieraccioni».



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