Vladimir Luxuria ricorda Wladimiro Guadagno/ “Non dimentico lividi, ferite e insulti”

- Silvana Palazzo

Vladimir Luxuria ricorda Wladimiro Guadagno nella Giornata mondiale contro l’omofobia. “Non dimentico lividi, ferite e insulti”, e Alessandro Cecchi Paone si congratula

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Vladimir Luxuria ricorda Wladimiro Guadagno

Vladimir Luxuria ricorda chi era per la giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia 2019. L’ex parlamentare, che da sempre si batte per dare attenzione alle tematiche LGBT, ha pubblicato un post sui social nel male mostra Vladimiro, perché ricordare chi era è importante per capire chi è oggi. Molti utenti hanno commentato il post facendo i complimenti a Vladimir Luxuria ed esprimendo apprezzamento per il suo gesto. «Mai dimenticare chi ero ieri per capire meglio chi sono oggi, mai dimenticare i lividi delle botte sul viso e le ferite del dolore sul cuore per gli insulti e le porte sbattute in faccia», ha scritto su Instagram l’ex parlamentare. Il post si conclude con una bella lezione per chi combatte la sua stessa battaglia: «Queste cicatrici sono medaglie alla resistenza di chi non si arrende e continua a credere nella principale libertà: essere se stessi». E non manca l’hashtag che accompagna l’evento planetario.

VLADIMIR LUXURIA RICORDA WLADIMIRO GUADAGNO

Tra i primi a commentare su Instagram il post di Vladimir Luxuria è Alessandro Cecchi Paone, che ha colto l’occasione per lasciare un suo pensiero. «Bravissima tesoro e complimenti sempre», ha scritto tra i tantissimi commenti. Vladimir Luxuria nelle scorse settimane a “Vieni da me” ha raccontato delle problematiche che il suo essere transgender comporta e delle violenze subite quando aveva 13 anni, quando era Wladimiro Guadagno e non aveva intrapreso il percorso che l’ha resa transgender. Durante una vacanza al mare fu avvicinato da un uomo anziano. «Lui si fermò in un posto isolato cominciando ad accarezzarmi, per me quelle erano carezze come me le avrebbe fatte un nonno. Poi però si spinse oltre e vidi il suo sguardo. A quel punto chiesi di tornare a casa, lui rifiutò ma riuscì a scappare». Non ha mai dimenticato quello che è successo, ma non se ne vergogna. «Dovrebbe farlo lui».



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