Cipollini vs ct Cassani/ “Io mai stato dopato e tu? Sei una pecora e un burattino”

- Davide Giancristofaro Alberti

Cipollini, duro sfogo contro ct Cassani in diretta su Facebook: il Re Leone definisce il commissario tecnico una pecora e un burattino

Mario Cipollini
Mario Cipollini (foto da Twitter, 2018)

Lungo sfogo da parte dell’ex ciclista Mario Cipollini, nei confronti dell’attuale commissario tecnico della nazionale italiana ciclismo, Davide Cassani. Attraverso la propria pagina Facebook, con una diretta, il Re Leone se l’è presa con l’ex telecronista di casa Rai a cominciare dal fatto che questi, anni fa, lo aveva accusato di essere il “cancro del ciclismo”, a seguito di un’inchiesta del 2013 firmata Gazzetta dello Sport sul presunto uso di doping da parte del campione del mondo 2002. Secondo Cipollini, come riportato dai colleghi di OaSport in data odierna, 8 agosto, Cassani l’avrebbe accusato perchè spinto da terzi con interessi politici. Il Re Leone ha poi spiegato di non aver mai fatto uso di doping, chiedendo a Cassani di giurare lo stesso. “Un burattino nelle mani del Sistema”, le parole usate da Cipollini che noi semplicemente prendiamo e pubblichiamo senza prendere alcuna posizione, “Hai più sponsor sulla maglia te che gli atleti in corsa”, ha affondato il colpo. E ancora: “Da commissario tecnico non hai insegnato niente, poiché non hai imparato niente. Io ho le immagini di commissari tecnici come Martini e Ballerini che al massimo sulla maglia avevano la scritta ‘Italia’. Alfredo, poi, girava sempre in giacca e cravatta. Ma lui per noi è come Cristo sul Crocifisso“.

CIPOLLINI VS CASSANI: “NON SEI MAI PARTITO PER UNA CORSA CON L’OBIETTIVO DI VINCERE”

Cipollini spiega poi che secondo la sua visione, i corridori sono dei leoni o delle pecore: Tu sei pecora – attacca ancora il Re Leone rivolgendosi al ct – non se mai partito per una corsa con l’obiettivo di vincere come me, Moser, Bugno o Argentin. Gente che è fuori dal ciclismo, al contrario tuo”. L’ex ciclista di Lucca ricorda un episodio risalente al mondiale dello scorso anno: “Tu eri a 12 chilometri dall’arrivo con l’ombrellino. Io, al posto tuo, sarei stato in ammiraglia per dare il mio supporto a Trentin che è andato in crisi, schiacciato dalla pressione, quando si è staccato van der Poel. Saresti dovuto essere là a calmarlo e poi caricarlo nel finale. A dargli quell’energia che solo chi ha vinto può dare”. E ancora un altro episodio, quello di Moscon a Bergen: “Gli hai fatto fare tre Mondiali in una settimana, inclusa la cronometro individuale, perché magari Pinarello aveva bisogno di pubblicizzare la Bolide tricolore. Bisogna aver le palle di saper fare certe scelte. Io, in quella gara, non lo avrei fatto partire neanche se me lo chiedeva il presidente della Repubblica. Se non avesse fatto la crono non gli si sarebbero svuotate le gambe a 1,5 chilometri dalla fine, quando Alaphilippe è scattato su uno strappo“. Ovviamente attendiamo la replica del ct Cassani, ribadendo che tutte le dichiarazioni di cui sopra sono parole di Cipollini su Facebook.

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