Ciro Grillo, il figlio di Beppe violentò un’altra ragazza?/ Pm: “Lei dormiva e lui..”

- Dario D'Angelo

Figlio Beppe Grillo: si allarga l’accusa di violenza carnale di gruppo. Vittima non più solo una studentessa, ma anche l’amica che quella notte era con lei.

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Ciro Grillo, figlio di Beppe

Per Ciro Grillo, figlio di Beppe Grillo, “doppio trattamento soft, paragonato agli altri casi di stupro: nessuna richiesta di arresti e indagine durata quasi un anno e mezzo”. Questo il parere de “Il Giornale” di Alessandro Sallusti, intervenuto sulla richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Tempio Pausania per violenza carnale di gruppo del figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle e degli altri tre amici. Tutti accusati di aver fatto ciò che volevano, a turno, di una studentessa milanese di origine scandinava agganciata in una sera di luglio 2019 al Billionaire, il locale di Flavio Briatore a Porto Cervo, dove Ciro Grillo e gli amici incontrarono la ragazza, già conoscente di uno del gruppo. La giovane, in compagnia di un’amica, decise di proseguire la nottata nella grande villa che l’ex comico possiede poco distante. Rintronata dall’alcol la ragazza, a suo dire, non fu in grado di sottrarsi alle “attenzioni” dei ragazzi. Alcuni giorni dopo i fatti, la ragazza, tornata a Milano, decise di presentare denuncia alla stazione Duomo dei carabinieri.

CIRO GRILLO, ALTRA RAGAZZA VITTIMA DI VIOLENZA?

Quelle descritte dagli inquirenti sono pagine di una violenza inaudita nei confronti di S.J., la studentessa che per prima ha denunciato lo stupro nei suoi confronti e che adesso viene assistita dall’avvocato Giulia Bongiorno, la senatrice leghista che della difesa delle vittime di stupro ha fatto uno dei suoi punti di maggiore orgoglio. La novità riportata dal quotidiano “La Verità” di Maurizio Belpietro è che non sarebbe soltanto una la ragazza vittima di queste violenze. Alla ragazza scandinava si dovrebbe aggiungere infatti anche la sua amica. Gli inquirenti scrivono infatti che “Ciro Grillo, alla presenza di Capitta che scattava fotografie per immortalarlo e di Lauria, appoggiava i propri genitali sul capo di R. M., la quale, in stato di incoscienza perché addormentata, era costretta a subire tale atto sessuale“. Ciro Grillo e gli altri indagati in questi mesi hanno rimarcato la consensualità degli atti sessuali, eppure scrive ancora La Verità, “l’inchiesta ha clamorosamente smentito la linea difensiva dei legali che vorrebbero far passare l’idea di due ragazze disponibili, alla fine di una serata di bisboccia, a conce- dersi una gang bang“.

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