Cita San Paolo, accusato di incitare odio/ Ex Ministro contro i luterani al gay pride

- Paolo Vites

Ex ministro finlandese accusato di incitamento all’odio per aver postato versetto della Bibbia su Facebook contro i luterani che partecipavano al gay pride

Una coppia gay
Una coppia gay (Web, 2019)

L’ex ministro degli interni finlandese Päivi Räsänen, deputato del partito democratico cristiano, è sotto inchiesta per quello che viene definito “incitamento all’odio” per aver postato sulla sua pagina Facebook un versetto della Bibbia. Si tratta del versetto 1: 24-27 della lettera di San Paolo ai Romani, postato come critica alla Chiesa evangelica luterana, di cui la donna fa parte, per aver preso parte a un recente Gay Pride aderendo all’iniziativa. La parte postata su FB è questa: “Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi, 25perché hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. 26Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; infatti, le loro femmine hanno cambiato i rapporti naturali in quelli contro natura. 27Similmente anche i maschi, lasciando il rapporto naturale con la femmina, si sono accesi di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi maschi con maschi, ricevendo così in se stessi la retribuzione dovuta al loro traviamento”.  Senz’altro uno dei commenti più duri di San Paolo, conosciuto per la sua particolare severità, che preso fuori contesto per una occasione così particolare come la festività degli omosessuali, appare un autentico attacco, quasi una maledizione.

IL VERSETTO INCRIMINATO E L’ORGOGLIO GAY

Räsänen, il cui marito è pastore nella Chiesa evangelica luterana, ha intitolato il suo post “In che modo la fondazione dottrinale della Chiesa, la Bibbia, può essere compatibile con la celebrazione vergognosa e peccaminosa dell’orgoglio gay?”. Anche queste parole molto dure, di condanna ferma senza alcuna possibilità di dialogo. Ma certamente vietare la possibilità di postare versetti della Bibbia con conseguenze penali se uno lo fa, non è neanche questo un invito al dialogo. Le autorità fanno sapere che le indagini preliminari non sono ancora state completate.  Ad agosto, Räsänen aveva twittato: “Non sono preoccupata da parte mia, poiché confido che questo non finirà al pubblico ministero. Tuttavia, sono preoccupata se citare la Bibbia è considerato persino” leggermente “illegale. Spero che non faccia portare all’autocensura tra i cristiani “. Sembra evidente che lo scontro muro contro muro, da parte di certi cristiani, non sia ancora una volta il metodo migliore per affrontare questioni che, piacciano o no, fanno parte della trasformazione della società moderna. La strada migliore è sempre quella che indica da sempre papa Francesco: l’apertura dei muri e il dialogo.



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